<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958</atom:id><lastBuildDate>Fri, 08 Jan 2010 15:10:16 +0000</lastBuildDate><title>seicaffè</title><description>quando una moka non basta</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (seicaffè)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>146</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-7264441755181583324</guid><pubDate>Thu, 31 Dec 2009 13:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-31T14:50:17.701+01:00</atom:updated><title>peace and love!</title><description>&lt;a title="meandhimkissing2 di coffeepix, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/coffeepixno/2430362429/"&gt;&lt;img height="375" alt="meandhimkissing2" src="http://farm3.static.flickr.com/2183/2430362429_01ab0eb8bb.jpg" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Auguri gente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-7264441755181583324?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/12/peace-and-love.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-7940333901792425491</guid><pubDate>Wed, 30 Dec 2009 11:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-30T14:38:08.636+01:00</atom:updated><title>l'etica di pico</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SztWLkozbMI/AAAAAAAABKE/l0-mHs9tnwM/s1600-h/DSCN0102.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421021333283892418" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SztWLkozbMI/AAAAAAAABKE/l0-mHs9tnwM/s200/DSCN0102.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Questo blog ormai si aggiorna con la frequenza di un'amante annoiata, stanca di incontrare il proprio uomo. Eppure, c'è qualcosa che ancora li tiene legati: una storia lunga anni, momenti condivisi, paure dissolte in un abbraccio o in una frase.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eccomi a scrivere l'ultimo post dell'anno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come in un'impresa, raccolgo scontrini e fatture, stato patrimoniale e conto economico, attivo e passivo, briciole e rimasugli: metto tutto sul tavolo, mi rimbocco le maniche e comincio a redigere il temuto bilancio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un anno bello, strano, complesso, ricco, altalenante. Rileggo tutti i post e rivivo tutte le emozioni di questi dodici mesi. Anche quelli più banali mi svelano i veri sentimenti di quel momento, celati da parole cariche di nulla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Faccio la somma dei costi: ho sacrificato denaro, ho perso fiducia e pazienza verso qualcuno, ho smarrito degli amici, ho compiuto sforzi fisici e morali forzati e non necessari, ho scoperto il tradimento di alcune persone, non ho avuto sempre rispetto di me stessa e di ciò che lassù qualcuno mi ha concesso, sono rimasta delusa da alcuni soggetti, ho sofferto per il dolore di qualcun altro, a volte ho lasciato che la paura mi sopraffacesse e ho investito male il mio affetto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi mi occupo dei ricavi: ho guadagnato soldi facendo qualcosa per cui ho studiato, ho imparato a essere meno tollerante verso gli altri e più verso me stessa, ho imparato a scremare le conoscenze, a depennare i soggetti inutili e a non fidarmi di tutti, ho imparato a recuperare le amicizie valide, ho ritrovato gli amci di sempre che sanno tutto di me, ho incontrato nuovi amici con cui ho trascorso momenti splendidi, sto imparando a gestire meglio il mio tempo, ho imparato a rispondere a tono mantenendo il mio proverbiale aplomb, sono stata sorpresa dalla bontà genuina di alcune persone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tiro una bella linea orizzontale e concludo gli ultimi calcoli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Risultato?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bilancio in pari, anzi, positivo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E ora che ho analizzato tutto ciò che è stato in quest'anno, il passo successivo è quello di guardare al prossimo. Nuovo libro mastro, nuova penna, nuova pagina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con un'unica condizione però: ricordare tutto e tutti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Buone feste e buon anno a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;saluti&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-7940333901792425491?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/12/letica-di-pico.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SztWLkozbMI/AAAAAAAABKE/l0-mHs9tnwM/s72-c/DSCN0102.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-6684773631667934570</guid><pubDate>Sun, 22 Nov 2009 19:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-22T20:52:32.340+01:00</atom:updated><title>empatia</title><description>A volte mi capita di sentire ciò che provano le persone a me care.&lt;br /&gt;Una giornata normalissima, serena, tranquilla. Lineare e piacevole nel suo lento scorrere domenicale. Poi il solito incontro, due ore mangiate via agli ozi, sparuti ritagli di tempo per ascoltare i piccoli inconvenienti della settimana e le scadenze incombenti. Qualche abbraccio, qualche bacio, le solite frasi ripetute, le solite raccomandazioni. Tutto come da copione.&lt;br /&gt;L'umore, spensierato, non cambia finchè non si accende il motore che mi riporta verso casa. Guardo la strada ma mi trovo in una cucina.&lt;br /&gt;Una cucina dove una signora pensa che deve preparare la cena, domani deve andare a lavorare, pensa che vorrebbe fare tante cose ma che ormai non è più tempo, che non si fida di nessuno e che nessuno la capisce, e per questo è sola. Deve preparare la cena e è sola.&lt;br /&gt;Guardo la strada ma mi trovo in un ufficio.&lt;br /&gt;Un ufficio dove un signore pensa che deve preparare le raccomandate prima di domani, perchè domani dovrà andare a lavorare fuori città, mentre oggi, anche se sarebbe giorno di riposo, lui è lì. Pensa che vorrebbe essere altrove, vorrebbe avere meno obblighi, meno pesi, meno ostacoli. Vorrebbe più appoggio da chi lo circonda, ma è consapevole che coloro che lo amano non sono in grado, non sono all'altezza di poterlo fare. Allora meglio lasciare i rapporti in superficie, senza confidare nulla, senza far trapelare l'ombra di un cedimento. Per questo, si sente oppresso. Ma pensa anche che è meglio non pensare. Se no perde tempo e non scrive le raccomandate.&lt;br /&gt;Guardo la strada e tutta la serenità viene spazzata via da un senso di solitudine e oppressione talmente violento che il sale liquido che sgorga dagli occhi mi brucia le gote.&lt;br /&gt;Intuisco cosa si agita in chi mi è caro e me ne approprio, senza, però, desiderarlo.&lt;br /&gt;Non è paranormale, non è amore, nè tantomeno supposizione.&lt;br /&gt;E' empatia.&lt;br /&gt;E ne farei volentieri a meno.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-6684773631667934570?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/11/empatia.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-4029956789958657569</guid><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-06T15:53:04.038+01:00</atom:updated><title>la forma sonora</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SvQ2908IurI/AAAAAAAABJs/TxJwB-h65l0/s1600-h/massimo_rao_005_b%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 174px; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401002288934861490" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SvQ2908IurI/AAAAAAAABJs/TxJwB-h65l0/s200/massimo_rao_005_b%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri mi è successa una cosa triste: una persona a cui tengo tanto mi ha causato un grande dispiacere. Una persona di cui mi fidavo ha tradito deliberatamente questa fiducia, mentendo anche di fronte all'evidenza, anche a fronte di una relazione stretta e protratta per lungo tempo.&lt;br /&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;"Sono molto delusa." ho pensato. Ma in realtà era ben più di quello.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Ripongo fiducia in tante persone che frequento quotidianamente, ma mantengo quel briciolo di diffidenza che mi rammenta il detto "errare humanum est". E così, nel peggiore dei casi, vengo delusa da un tradimento, chiudo il rapporto e azzero il mio rispetto verso chi non ha apprezzato il dono della mia mano tesa. Quella è una delusione, e dura il tempo di scordarmi il volto di chi me l'ha procurata.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Il mio caso è più complesso. Il legame è forte, fortissimo. E la mia adorazione antica. Tanti gli scontri, ma anche tanto l'affetto e soprattutto la stima. Commozione, ogni volta che ripenso ai bei momenti, ormai pochi e lontani, trascorsi in serenità. Un'obiettività costantemente seppellita dal sentimento. Allora cos'è? Disillusione forse?&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Non solo.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Magicamente, una parola persa tra le pagine dei libri e i tra i corridoi del liceo si è posata sulle mie labbra: desengaño.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Calderòn de la Barca, Luìs de Gongora e Francisco de Quevedo: quella rosa di autori affermatisi tra il Siglo de Oro e la Contrarreforma che, attraverso le proprie opere, denunciavano la crisi dei valori rinascimentali e cavallereschi, la crisi di tutto ciò in cui si credeva un tempo e che, improvvisamente, era crollato.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Il disinganno esiste anche in italiano, ma niente come il suono di questa parola pronunciata in spagnolo può dare forma, almeno sonora, a ciò che penso.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;E qui di seguito, un brano che spiega a mio avviso, perfettamente, che cosa sia.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Liberamente tratto e tradotto da un articolo di Carolina Jaimes Branger.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;"......Quello del desengaño è forse uno tra i peggiori sentimenti che gli esseri umani possano sperimentare. Il desengaño va oltre la rabbia, oltre il dolore, oltre l'odio. Il desengaño vola e si erge sopra a tutti questi, perchè con esso vi sono anche la burla, il disprezzo e l'ipocrisia. E soprattutto è accompagnato dalla percezione di essere stati presi in giro, essere stati presi per ingenui, creduloni o chissà cos'altro. A ogni modo, il desengaño si trasforma sempre in una tragedia.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Ci sono diversi tipi di desengaño: il più comune è quello romantico, nonostante, bene o male, tutti abbiano a che fare con l'amore. Poichè l'ammirazione, il rispetto, la considerazione e l'insieme di tutti gli altri sentimenti nobili, rimangono comunque una forma d'amore. E dato che hanno a che fare con esso, causano poi tanto dolore.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Il desengaño comincia con il rapimento, un rapimento soggettivo che consiste nell'idolatrare la persona amata, rispettata e considerata. Non gli si scorgono difetti. Il destinatario di tante attenzioni si converte automaticamente in un modello di virtù. Le sue parole risuonano gloriose, qualsiasi cosa dica, dall'argomento futile al più pregnante, perchè il rapimento annulla la capactà di distinguere, di paragonare, di discernere.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Siccome dalla controparte spesso giungono promesse di staordinaria corrispondenza a tali sentimenti, il rapimento diventa via via più coinvolgente. E quand'anche non venga concesso nulla, il "rapito" attende con pazienza, confidando nel giorno in cui tanto amore verrà ricompensato. Tutto, in questo rapporto, viene stravolto e esagerato......"&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;Come se avesse subito un lungo processo d'incubazione, il desengaño si palesa propriamente, quando la realtà si manifesta come tale agli occhi del "rapito", il quale percepisce la frustrazione vibrante delle proprie aspettative e un senso di sconcertante disincanto nei confronti del mondo che lo circonda. La scoperta genera confusione, e questa, unita all'insieme di sentimenti negativi verso chi si adora e verso sè stessi scaglia il "rapito" nel cuore più profondo di questo sentimento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;E qui mi trovo io oggi.&lt;/div&gt;&lt;div class="miestilo"&gt;saluti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-4029956789958657569?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/11/la-forma-sonora.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SvQ2908IurI/AAAAAAAABJs/TxJwB-h65l0/s72-c/massimo_rao_005_b%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-2217827261123250292</guid><pubDate>Tue, 22 Sep 2009 18:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-22T20:25:27.935+01:00</atom:updated><title>sette cose che detesto: volume II "The fashion killer"</title><description>Sette cose che detesto sono poche, molto poche. Ne odio molte di più. Ma l'odio, come l'amore, è impulsivo e mutevole, mentre detestare qualcosa o qualcuno è un sentimento profondo, stabile, motivato. E per adesso mi sono presa la briga di elaborare solo sette motivazioni. Sufficienti, a mio insindacabile avviso, per il momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella cosa chiamata moda: è iniziata la settimana della moda. Voi forse non lo vedete, ma io si. Giri in bici e vedi attraversare ai semafori le longilinee creature, passeggi per il centro e addocchi i giovani tratti della Grande Madre Russia e Consociate, guidi l'auto e vieni affiancata dagli eccitatissimi drivers che scorrazzano le giovini mannequins in giro per la città. E qua si parla ancora di bassa manovalanza.&lt;br /&gt;Il peggio spunta quando incontri coloro che la moda la fanno o la comprano. Scostanti, disattenti, presuntuosi ominidi dai trenta ai sessanta troppo pieni di boria per guardare se ti stanno falciando i piedi coi loro trolley o se ti stanno passando davanti quando sei in coda. Te lo aspetti da un burino, non da uno che indossa tremilacinquecento euro di vestiti e accessori.&lt;br /&gt;Ma ora che lo sapete, statev' accuort'.&lt;br /&gt;Ci sono poi gli organizzatori, gli assistenti (vi dice niente "Il diavolo veste Prada"?), i fotografi, i giornalisti accreditati, quelli che s'imbucano, le starlette che fanno la loro comparsata alle sfilate, le sopracitate modelle e, a scendere, una serie di altre figure più o meno obsolete in una scala gerarchica dove il gradino più basso è rappresentato da vestieriste e hostess......senza menzionare i toyboyz.&lt;br /&gt;Facciamo una premessa che riguarda la terminologia utilizzata: per moda qui di seguito intendo quella popolare perchè più pubblicizzata, la solita decina di griffe trite e ritrite assieme a qualche giovane proposta che potrebbe con più profitto dedicarsi alla coltivazione dei campi.&lt;br /&gt;E' SOVRAFFOLLATA: La moda sarà anche bella, ma ci gira intorno troppa gente che, di fatto, non serve. Mi chiedo che caspita ci sia di tanto attraente a lavorare in questo campo: a meno che tu non abbia una raccomandazione dall'alto, un cognome importante o un ano largo come il traforo del Frejus, 9 su 10, vieni schiavizzato, torturato, deriso da gente che, 8 su 10, vale molto meno di un cerino. Attenendomi sempre, per esperienza diretta in merito, a fare più fasci a seconda dell'erba.&lt;br /&gt;Anch'io giocavo a Gira la Moda da piccola, ma non per questo adesso mi faccio le seghe mentali perchè non gravito attorno all'ambiente.&lt;br /&gt;Sicuramente, si tratta di un fenomeno in netta ascesa. La prova? Otto anni appena, un metro e poco più di vivacità, la sveglia e socievole cuginetta di Federico, sull'assolata spiaggia di Riccione, alla domanda "E da grande cosa vuoi fare?" risponde convinta "La stilista!". Shit, you too?&lt;br /&gt;Almeno non ha detto la modella.&lt;br /&gt;Sembra che siano scomparsi interi campi professionali: l'ingegnere, l'architetto, l'insegnante. Saranno state le Bratz? O le Winx? Inutile scovare a chi dare la colpa, non ci resta che cercare senza sosta una risposta a quei quesiti universali finora irrisolti: perchè i bambini di tredici anni si devono comportare già da fighetti vissuti e le coetanee passare a pieni voti un test sulla fellatio? Perchè le liceali non sanno più cosa sia uno zaino, ma sperimentano quotidianamente sulla loro pelle cosa sia una shopping bag griffata? Perchè guardando un programma sull'occupazione in Italia mi devo sorbire una a malapena ventenne, con un sacco informe a righe addosso, i capelli da emo e un'espressione rassicurante alla Mercoledì Addams che racconta come contribuisca allo stile del globo attraverso il suo scintillante ruolo di Cool Hunter (letto culànter......).&lt;br /&gt;Cos'è una culànter????????????????&lt;br /&gt;Cito "......io vado in giro e fotografo tutto ciò che trovo particolare, originale, insomma che può fare tendenza......".&lt;br /&gt;Che pirla, ero una culànter e non me n'ero accorta! E anche tu! Hai una macchina fotografica o un cellulare con fotocamera? Se vedi qualcosa di strano o carino in giro lo fotografi? E allora vedi? Siamo tutti nel grande giro del fescion! Peccato che a noi non diano una lira per farlo. E non posso fare a meno di chiedermi attraverso quali criteri venga assunto un culànter e quale sia il suo stipendio mensile. Preferisco ignorare.&lt;br /&gt;E' INIQUA: nel vero senso inglese di "unfair", ingiusta, improponibile. Soprattutto in un periodo come questo:senza stare a fare demagogia, la gente viene realmente licenziata, le famiglie non ce la fanno a pagare il mutuo e, quando ce la fanno a tirare a fine mese riescono a risparmiare abbastanza soldi per comprarsi solo un caffè.&lt;br /&gt;Siamo a un passo dal diventare uno stato sudamericano, una di quelle pseudo democrazie dove la classe media scompare, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La moda rappresenta l'esempio più evidente di questo divario: chi se la può permettere e chi arrosisce solo ad azzardarsi a sognarla.&lt;br /&gt;Perchè devo spendere 235€ per una borsa di nylon dal nome altisonante, Made in Italy solo perchè l'ha assemblata per meno di dodici euro una famiglia d'instancabili cinesi di Prato? Perchè una maglietta di cotone semplicissimo deve costare 75 euro (in saldo) solo perchè c'è stampato un piccolo squalo sul retro? E' cotone come un altro, filato come quello di un'altra t-shirt, con un taglio assolutamente banale. Ma cosa pago? Pago una marca.&lt;br /&gt;Una marca??&lt;br /&gt;Lo avverto solo io questo senso di spaesamento?&lt;br /&gt;Forse no. Bene.&lt;br /&gt;Eppure oggi, a parità di qualità interiori, se indossi una griffe sei (in realtà "appari", ma pochi notano la differenza) meglio di uno senza. E' indice del tuo benessere, della tua "quantità", ma non necessariamente della tua qualità.&lt;br /&gt;E' BRUTTA: facciamo un distinguo. Non tutta la moda è brutta. Molti stilisti producono capi splendidi, che valorizzano ed esaltano gli aspetti più femminili o più androgini di una donna, che la sanno appunto interpretare al meglio in tutte le sue sfumature.&lt;br /&gt;Tuttavia va ammesso a onor del vero che negli ultimi anni è passata solo feccia: tagli assurdi, colori clamorosamente poco azzeccati o totale grigiume, proposte più che dubbie.&lt;br /&gt;Un'emorragia di idee che non s'è saputa arginare ha portato improbabili ripescaggi nel ripostiglio anni '80 della mamma: un riciclo di pezzi vecchi poco sapientemente accostati ad altri più recenti.&lt;br /&gt;Reinventare e stravolgere sono concetti molto diversi, e la gente ama i cambiamenti graduali, comunicati in modo efficace, non sbattuti al pubblico in qualche modo, impossibili da digerire.&lt;br /&gt;Li vedi in giro i fescion victim, li riconosci subito, non perchè siano belli, ma perchè sono strani. Li guardi e ti chiedi "ma che cazzo s'è messo addosso??" Non sono originali, sono solo ridicoli e fastidiosamente arroganti con il loro bagaglio traboccante certezza di essere i nuovi messia dello stile.&lt;br /&gt;Più ho a che fare con soggetti simili, più li compatisco e mi convinco che la moda sia tutta una grande operazione commerciale che annebbia le menti della gente vuota in cerca di uno scopo. Non nego che possa essere un divertentissimo svago, ma anche però che, come l'alcool, vada preso a piccole dosi e non elevato a base della propria esistenza.&lt;br /&gt;La bellezza e lo stile sono un'altra cosa:&lt;br /&gt;1) una donna che sia una donna e un uomo che sia un uomo, qualunque sia il loro orientamento sessuale.&lt;br /&gt;2) linee che impreziosiscano il corpo e le sue forme, non palandrane o artifici rigidi.&lt;br /&gt;3) colori accesi o tenui, fantasie e pattern tra i più diversi, ma sempre ben accoppiati.&lt;br /&gt;4) tessuti pregiati e ben lavorati che distiguano "il capo" da "un capo".&lt;br /&gt;5) disegni e manifatture precise, confezioni curate fin nel minimo dettaglio che giustifichino un prezzo alto.&lt;br /&gt;Peccato che oggi la moda non sembri più essere alla ricerca del bello, ma solo del sensazionale. Come i giornali scandalistici, la propaganda politica e le tette rifatte.&lt;br /&gt;Che schifo.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-2217827261123250292?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/09/sette-cose-che-detesto-volume-ii.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-1154743938889963157</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-08T14:50:54.360+01:00</atom:updated><title>sette cose che detesto: volume I "La coppa della discordia"</title><description>Sette cose che detesto sono poche, molto poche. Ne odio molte di più. Ma l'odio, come l'amore, è impulsivo e mutevole, mentre detestare qualcosa o qualcuno è un sentimento profondo, stabile, motivato. E per adesso mi sono presa la briga di elaborare solo sette motivazioni. Sufficienti, a mio insindacabile avviso, per il momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mondo di Grom&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;: il mercoledì pomeriggio, in una strada trafficata del centro città, una persona colta dagli strascichi d'arsura dei primi di settembre, si ritrova di fronte a una rinomata e lodata gelateria. Più che per la scarsità di botteghe simili in zona che per la fama del posto, costei sale a malapena il gradino che delimita il maciapiede inquinato dall'ingresso giallo e luminoso del negozio. Di fronte a lei si staglia una fila di dieci, dodici persone disordinatamente in coda. Subito deduce che, se c'è tanta gente, allora vorrà dire che ne vale veramente la pena. Perchè perdere tempo è un peccato giustificabile solo se ripagato da un piacere d'intensità pari o superiore. E sebbene le unità di misura siano diverse, ognuno di noi butta ore al vento crogiolandosi in qualche vizio: sesso, cibo, shopping, ozio (l'elenco è infinito dai feticisti delle scarpe ai maniaci per i modellini).&lt;br /&gt;Ma qualcosa non torna: dietro il bancone tre ragazzi e una ragazza tutti intenti a servire gelati. La cassa, vuota. Il tempo passa e la gente comincia a spazientirsi, qualcuno abbandona. La nostra incredula cliente è ormai a metà coda: come in tutte le cose, mollare adesso sarebbe sciocco. L'attesa è insopportabile, e si chiede come mai quei baldi giovini non si ripartiscano i compiti: uno fisso alla cassa e tre a servir coni e coppette.&lt;br /&gt;Molto infastidita giunge alla meta, ma il ragazzo che dovrebbe servirla è ancora perso dietro le richieste della cliente precedente. Con il fumo alle orecchie comincia a mettere i soldi della sua coppetta sul piattino, giusto per accelerare. Finalmente giunge, con serafica e altezzosa espressione, il ragazzo che la deve servire. E' la resa dei conti: ordina la coppetta, i gusti e poi, seguendolo al banco, lancia la domanda che tutti, in quella manciata di freddi metri quadrati, si stanno ponendo: "Scusi, se posso, come mai non c'è una persona che rimanga fissa in cassa e altre che servano i gelati? In questo modo forse si velocizzerebbe il tutto.".&lt;br /&gt;Pinguini nel locale: il ragazzo che a occhio e croce ha appena vent'anni, la guarda altero e schifato ma pronto a fare un atto di carità rispondendo alla ragazza. "No, signora, vede la nostra politica è quella di seguire il cliente in tutta la fase di acquisto del gelato. Io prendo il suo ordine, io amalgamo il gelato ogni volta......perchè vede è tutto fatto con ingredienti naturali e per renderlo morbido e cremoso devo amalgamarlo con la spatola di continuo. Io le servo il gelato in tutto e per tutto e lei non viene sballottata da una persona all'altra come se fosse una persona qualunque. Noi ci prendiamo cura del cliente!" conclude il provetto oratore. La nostra malcapitata afferra quella cazzo do coppetta, sforza un sorriso falsissimo, esordisce con un conciliante "Ah, bè effettivamente, non ci avevo pensato, bravi!" e se ne va, tra gli sguardi attoniti delle persone che stentano a credere alle parole appena udite.&lt;br /&gt;Venti minuti per un gelato a Milano sembra una bestemmia, un crimine, una leggenda metropolitana. Senza contare che il gelato sarà anche naturale ma di sopraffino ha ben poco, soprattutto considerando il prezzo e la quantità; un difetto su tutti: le creme hanno tutte lo stesso sapore.&lt;br /&gt;Per carità, proprio io non sono tipo da fast food o roba industriale: bando al gelato gusto puffo (dolce memoria della mia infanzia), poichè a una certa età cominci a capire che buttar giù coloranti e schifezze non sia il massimo della salute. Sono persona che si diletta in cucina: nella pasta ripiena e nelle torte so cosa ci ficco e me ne sto tranquilla. Altrove, porgo attenzione a cosa mi si propina.&lt;br /&gt;Tuttavia, a parità di "freschezza", preferisco di gran lunga i prodotti della gelateria Marghera, nell'omonima via, dove il prezzo è inferiore, la fama è simile e il gusto nettamente superiore. O ancora, spostandoci fuori Milano, rimane imbattuto il binomio qualità-prezzo della gelateria &lt;a href="http://www.pannaecioccolato.net/"&gt;Panna e Cioccolato&lt;/a&gt; di Riccione: rosa di gusti non ampissima, ma delicatezza e sapore unici a prezzi che in città te li sogni (anche lì è tutto naturale, anche lì gli inservienti sono tenuti ad amalgamare continuamente i composti, ma la fila scorre veloce nonstante la clientela numerosa).&lt;br /&gt;Quello che si legge sul &lt;a href="http://www.grom.it/ita/filosofia.php"&gt;sito di Grom&lt;/a&gt; è tutta una lunga tiritera sui due fondatori Guido Martinetti e Federico Grom alla ricerca delle migliori materie prime. Bisogna, aggiungo io, saperle poi anche utilizzare però: un gelato può avere la più pregiata varietà di nocciole delle Langhe, ma se è mantecato male ti ritrovi i pezzi di ghiaccio in bocca. La filosofia dei due giovani imprenditori ammette da subito l'inghippo della lentezza ma la rigira come se fosse un vantaggio; cito testualmente "..code di 15-20 metri davanti alla gelateria e sorrisi entusiasti .." mi sembrano due cose naturalmente inconciliabili. Una minaccia più che una virtù.&lt;br /&gt;Che qualcuno vada a spiegare a quei due spumeggianti torinesi che la specializzazione è un principio economico testato e promosso da qualsiasi azienda di successo. Che "seguire il cliente in tutta la fase d'acquisto" comporta non solo rallentare la vendita (con conseguente perdita di clienti), ma anche avere del personale scarso in tutte le sue fuzioni poichè non gli viene lasciato il tempo di specializzarsi in un unico compito (a alcuni suonerà familiare). Che, si, la catena di montaggio è un concetto che funziona!&lt;br /&gt;Il testo poi termina con una frase a dir poco stucchevole "La nostra vera gioia? Un bambino che sorride mentre mangia un gelato Grom.", che teneri! Ma voi avete mai visto un bambino che piange mentre mangia un gelato?&lt;br /&gt;Eppure, nonostante la lentezza, nonostante i prezzi alti a fronte di quantità scarsa e dubbio gusto, le gelaterie Grom spuntano come funghi. E non posso fare a meno di domandarmi il perchè. La risposta temo sia sempre la stessa.&lt;br /&gt;Le gelaterie, come i ristoranti di questo tipo, fanno leva sui loro "tratti distintivi": ricercato, personalizzato, unico, facendo così del semplice gelato un bene di lusso (esiste addiritttura la &lt;a href="http://www.grom.it/ita/grom_card.php"&gt;Gromcard&lt;/a&gt;!). E' triste constatare che il solo fatto di essere "unici" attiri una così vasta clientela: il concetto è "mi distinguo perchè io il gelato lo prendo da Grom (posto fighetto e costoso)".&lt;br /&gt;Io continuo a sostenere che una persona si distingua per quello che pensa e come lo esprime, per come si comporta a seconda delle circostanze, e per quello che fa e l'impegno che ci mette, nonostante i risultati.&lt;br /&gt;Non per cosa indossa. Non per chi conosce. Non per i luoghi che frequenta.&lt;br /&gt;Detesto Grom perchè rende classista anche il gelato, e questo mi fa proprio incazzare.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-1154743938889963157?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/09/sette-cose-che-detesto-volume-i.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-5757921449471741965</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 10:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-30T13:59:39.764+01:00</atom:updated><title>skim yourself</title><description>&lt;a title="DSCN1214 di coffeepix, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/coffeepixno/3869934395/"&gt;&lt;img height="180" alt="DSCN1214" src="http://farm3.static.flickr.com/2635/3869934395_f4f61c8da0_m.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Solo con chi ho parlato vis à vis sa bene il motivo per il quale ometterò di trattare un argomento che tanto si suole snocciolare in questo periodo dell'anno. Gli altri, anzi, le altre fedeli lettrici (e stavolta devo sottolineare il nome di martyna) con le quali torna difficile incontrarsi e adoperare la viva e disgustata voce in merito, spiegherò più in là, magari attraverso canali differenti, le vicende.&lt;br /&gt;Domenica trenta agosto, la gente torna in città, ma non propriamente in blocco. Un po' alla volta, lentamente, i parcheggi cominciano a riempirsi. Dalle auto scendono padri carichi di pacchi e bagagli, bambini che trascinano secchielli e palette reduci da tanti giochi, coppie stanche e silenti, per il jet lag, per le ore in coda in auto, per il troppo tempo passato insieme senza avere una valvola di sfogo. Qualche vecchietto con le mani giunte dietro la schiena che passeggia, osserva la scena e prosegue indisturbato, non sentendosi parte di questo viavai.&lt;br /&gt;"Domani è ancora agosto, lasciateci riposare!" sembrano levarsi le voci di chi torna. Invece, sebbene sia ancora agosto..è pur sempre lunedì.&lt;br /&gt;I bambini tornano a scuola, chi controvoglia, chi contento di ritrovare gli amici, raccontare delle vacanze e sfoggiare il nuovo diario. Gli (im)piegati arrancano verso la scrivania succhia sangue che li aspetta, ma anche qui, analogamente ai figli, c'è qualcuno che non vede l'ora di spettegolare con i colleghi di fronte alla macchinetta del caffè, e altri, o altre, di ostentare la tintarella conquistata sotto il sole cocente delle ore più calde.&lt;br /&gt;Poi il resto: ambigui studenti in biblioteca, insegnanti alle prese con nuove classi e vecchi programmi, commesse intente a scontare tutto lo scontabile per terminare gli ultimi due giorni di saldi, baristi che riaprono le saracinesche e puliscono la macchina del caffè che tanto odieranno nei mesi a seguire, farmacisti assillati dalle domande sulla nuova influenza, benzinai che se la ridono, automobilisti che piangono nel traffico cittadino, preti che già pensano all'avvento.&lt;br /&gt;Si, è la primavera il momento in cui la natura si risveglia e così anche l'uomo. Complici le temperature miti e le giornate "più lunghe". Ed è il 31 dicembre il momento in cui si formulano i buoni propositi da mettere in atto il giorno dopo (anche se poi tutti rimandano al post-epifania).&lt;br /&gt;Eppure l'inizio di settembre è anch'esso, a suo modo, un risveglio, un tornare al solito posto, ma diversi, cambiati dall'estate, pronti a ricominciare, a dare una svolta .&lt;br /&gt;Il caldo, il sole, gli spostamenti, il viaggio, i contatti con realtà diverse dalla solita, le esperienze vissute, gli incontri fatti, i sentimenti e le sensazioni provate, i pensieri elaborati di conseguenza, ti riportano a casa trasformato. Fai le stesse cose, ma ponendo più attenzione al come le fai, incontri le stesse persone, ma scegli con cura il grado di confidenza da adoperare, cerchi di coltivare ciò che di buono ti sei portato dalla vacanza e, viceversa, estirpi tutto ciò che non è più al tuo livello e, perciò, non merita la tua attenzione, investi tempo e soldi in nuovi progetti che diano sfogo alle qualità che più risaltano in te.&lt;br /&gt;Chi programma matrimoni, chi dottorati, chi già altri viaggi. A casa hai gli strumenti per farlo. Ora, hai il tempo per farlo.&lt;br /&gt;L'imperativo è scremare a maglie fittissime, tenere tutto il buono dell'estate e ripartire!&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-5757921449471741965?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/08/skim-yourself.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-6060878038798217663</guid><pubDate>Mon, 03 Aug 2009 06:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-03T07:59:57.902+01:00</atom:updated><title>jet lag</title><description>E' solo quando avvisti per caso, nella vetrina di un cafe', andando verso la stazione centrale di Kyoto, una coppa di gelato al matcha con marmellata di azuki e mochi che realizzi di essere qui. Sei un attimo sfasata: undici ore di volo per poi prenderne un altro, pioggia, umidita', questa ca**o di aria condizionata a palla che riesci a sopportare con difficolta'. E poi febbre, mal di gola, stanchezza.. tabun "swine flu"? Hope not.&lt;br /&gt;Alcune cose ti fanno sorridere e commuovere al tempo stesso: "Doa ga shimarimasu" ripetuto come un mantra dalla mattina alla sera e quell'adorabile suono del semaforo quando e' il momento di attraversare. Ti sembra strano essere qui perche' quattro anni sono passati, ma anche no. Allora era un'altra Seicaffe', anzi, allora era ancora solo Akiko, quella che si lanciava nella ricerca dei kanji piu' intricati. Oggi mi accontento di riesumare le ceneri di quella persona..giusto per fare un po' di conversazione in ostello, chiedere indicazioni quando mi perdo e attaccare bottone con le vecchiette alle fermate degli autobus.&lt;br /&gt;La situazione e' diversa, la circostanza e' diversa, le sensazioni sono diverse. Un tempo era un amore sconfinato, inarrestabile e unico. Adesso e' bello ritrovarlo ancora forte da portare alle lacrime, ma decisamente piu' maturo.&lt;br /&gt;bello davvero.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-6060878038798217663?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/08/jet-lag.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-5557119690656558776</guid><pubDate>Thu, 30 Jul 2009 10:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-30T11:59:12.118+01:00</atom:updated><title>already</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SnF822fmVmI/AAAAAAAABJk/oLHukdCOeoU/s1600-h/5368_1194831671896_1261578407_30575380_3993919_n%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364205912957802082" style="WIDTH: 154px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SnF822fmVmI/AAAAAAAABJk/oLHukdCOeoU/s200/5368_1194831671896_1261578407_30575380_3993919_n%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Missing you. Mi manchi già patato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ti voglio bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;baci&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-5557119690656558776?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/07/already.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SnF822fmVmI/AAAAAAAABJk/oLHukdCOeoU/s72-c/5368_1194831671896_1261578407_30575380_3993919_n%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-8108962744668159585</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2009 11:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-26T14:09:21.269+01:00</atom:updated><title>guarda le paperette!</title><description>&lt;object height="285" width="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9GVjhI43S48&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/9GVjhI43S48&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="344" height="285"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;E' successo un po' di tutto. Da dove comincio?&lt;br /&gt;Ho rimpinguato le finanze di molti professionisti medici tra cui un dentista, una dermatologa, un'addetto alla diagnostica per immagini e il mio odiatissimo medico generico. Nulla di che, almeno per adesso. Comunque, posso affermare che quando comincia un piccolo fastidio si sviluppa un'inarrestabile reazione a catena (vedi il dramma ginocchio (poi)tendine (poi) muscolo dell'anno scorso) per cui sai dove cominci e non sai dove finisci. Tiè!&lt;br /&gt;Ho clamorosamente toppato una performance importante, ma non mi scoraggio, nonostante la mia atavica distanza dalla materia.&lt;br /&gt;Ho scoperto che le amicizie procurano ingaggi e che il miglior modo per agguantare lavoretti "extra" è conoscere qualcuno che te li procuri e che poi sparga la voce. Purtroppo o per fortuna, a parità di competenze, essere l'amico dell'amico da una garanzia che nessun Mr. o Miss Nessuno può fornire. Un tempo potevo considerarla solo una questione di "discepolaggine" accademica, poi ho avuto riprova che è prassi comune in ogni campo della società. Auguriamoci di trovarci sempre nel comparto "Amici" e non in quello "Nessuno".&lt;br /&gt;Anche se poi un tipo di una vecchia storia strana, millantando di essere Nessuno, ha fregato il mostro e s'è salvato la pelle. Bah.&lt;br /&gt;La mia Clio è in fin di vita e non si capisce perchè data al sua giovane età(quest'anno farebbe la prima elementare) e la sua scarsa usura. La stiamo sottoponendo a una terapia intensiva, ma per ora la prognosi rimane riservata: sembrava un albero di natale da tante spie erano accese. Le voglio un gran bene: tanti giri, a qualsiasi ora del giorno e soprattutto della notte, compagna fedele e discreta di tante evasioni, se penso che è lì ferma e che per farla partire ha bisogno più che di una spinta, mi monta una rabbia incalcolabile.&lt;br /&gt;Finalmente si ritorna a "corricchiare", perchè non sono più i fasti di un tempo, il passo è scandaloso, ma almeno il fiato non manca. Mi sono fissata con l'ambaradam del sensore Nike+, e ho cercato e ricercato ma pare che per quei ladri della Apple sia l'ipod classic, sia lo shuffle siano inconciliabili con il sensore perciò solo se hai un nano puoi permetterti il lusso di visualizzare e gestire i parametri degli allenamenti. Burini del cavolo, classisti e cornuti! Col cavolo che vado a spendere centinaia di euri per i vostri dogmi. Il futuro non sta nell'omologazione, ma nella valorizzazione delle diversità. Ecco! :D&lt;br /&gt;Abbacchiata per la scarsità di risorse economiche da destinare alla tecnologia inutile e superflua, mi sono lanciata in un'avventura in bici, esplorando la ciclabile del naviglio in solitaria: pioniera della "bassa". Appena esci da Milano, un'altro mondo......e anche la gente cambia. Mai fatti tanti chilometri in bici e, anche se faticoso, assolutamente da rifare per spingersi ancora più in là. Ora però combatto con un naso rosso da ubriacone, il segno degli occhiali da sole e le spalle ustionate.&lt;br /&gt;Feste di compleanno, feste di "vittoria del campionato", feste di anniversario, domeniche in piscina, cinemini improvvisati (john connor) e cinemini programmati (optimus prime), splendide conversazioni profonde e dense con un ritrovato futuro designer scuro come la notte, ma dall'accento meneghino, amiche lontane che ti raccontano come cambia la vita da Cerignola a Londra, amiche vicine che ti raccontano come si cambiano due case in tre mesi, la Cricca che deve ancora programmare tante cose conciliando gli impegni di tutti, il cognato che se n'è andato a Riccione e io che non riesco a controllare la mia conseguente invidia, il patato che sopporta i miei sbalzi d'umore (chissà fino a quando) ma che non si può lamentare quanto a dedizione della sua compagna per lui.&lt;br /&gt;La ciclabile che ho fatto è molto più bella di questa qui sopra, ma l'idea di contatto con la natura è più o meno simile, impersonavo benissimo Giovanni. Come al solito, imbarazzata e sorpresa da me stessa. Infine, vi porto un saluto da Carolina, incontrata per caso in una cascina affacciata sul canale.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SkTG0-LlSyI/AAAAAAAABJc/vyj35nqFOLA/s1600-h/Immag0070.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351620870570068770" style="WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SkTG0-LlSyI/AAAAAAAABJc/vyj35nqFOLA/s200/Immag0070.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Molto meno vacca di tante altre.&lt;br /&gt;saluti&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-8108962744668159585?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/06/guarda-le-paperette.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SkTG0-LlSyI/AAAAAAAABJc/vyj35nqFOLA/s72-c/Immag0070.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-819827194392610747</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2009 13:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-02T15:48:05.195+01:00</atom:updated><title>battito d'anta</title><description>&lt;object height="250" width="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QEY6_jcrzI8&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/QEY6_jcrzI8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="250"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Cosa metti negli armadi? Le cose che indossi tutti i giorni e quelle che indosserai più in là quando le temperature cambieranno. Qualche scatola piena di ricordi di momenti passati, borse di tutte le fogge che si adattino al carico da portare ogni volta diverso, sacchettini di lavanda per profumare gli abiti. Chiudi un'anta, poi l'altra e ecco che tutto se ne stà magicamente lì, a posto. Cose diverse che convivono pacificamente e silenziosamente.&lt;br /&gt;A volte non ti rendi conto neanche che c'è, lo dai per scontato: alla mattina lo apri per prendere quello che pensi vada meglio per la giornata, alla sera lo chiudi dopo avervi riposto quello che non è finito nella cesta della roba da lavare.&lt;br /&gt;Ci sono vestiti vecchi che hai da una vita e che magari non usi più, ma che ti piange il cuore al pensiero di doverli buttare, ci sono vestiti nuovi che lasci appesi ancora con il cartellino, aspettando con trepidazione l'occasione speciale in cui poterli sfoggiare, golfini e magliette ormai lisi e scoloriti che tieni "per casa", e indumenti belli e costosi che metti poco per paura di rovinare.&lt;br /&gt;Capita che tu sia tesa e nervosa e ci litighi con quel benedetto armadio, perchè non c'è niente che sia appropriato, e allora lo svuoti, presa dalla foga, e butti tutto sul letto: "Perchè non c'è niente che mi serva? che vada bene?". Altre volte lo apri e ti chiedi se mai ti basterà una vita intera per mettere tutti quei vestiti. Ti rendi conto che tante cose non ti servono, che occupano solo dello spazio utile e che allora è arrivato il momento di fare piazza pulita: un bel sacco di roba da dare ai poveri.&lt;br /&gt;Lavi, stiri, pieghi e metti via. La quotidianità di un capo che immancabilmente finisce lì. Se gli armadi potessero parlare! Racconterebbero storie d'amore, di paranoie, di tenacia, di aspettative, di segreti e tante, tante altre banalità. Profumate alla lavanda, oppure al cedro, giusto per renderle un po' più piacevoli.&lt;br /&gt;E non è perchè oggi la moda suscita questo grande interesse, o perchè ti sei lasciata influenzare un po troppo dai principi di Sex and the City che adesso vedi il tuo cuore come un armadio. E' che è proprio così.&lt;br /&gt;C'è tutto il tuo mondo, comprese le ipotesi per il futuro, ci sono i ricordi del passato, quelli a cui pensi per confortarti quando sei triste, c'è la tua corazza per difenderti dagli attacchi esterni, c'è la tua indecisione, in cui annaspi ogni volta che sei messa alle strette, c'è la tua coscienza, che ti avverte quando stai sbagliando e ti impone di resettare tutto da zero, ci sono quei sentimenti come l'amore e l'amicizia che fai fatica a mettere in gioco per la paura che vengano delusi o sciupati, c'è il tuo buonumore, che rende tutto più dolce e meno impegnativo.&lt;br /&gt;Nel tuo cuore hai tutto quello che ti serve, anche se capita che tu senta il bisogno di un aiuto esterno: di un vestito in più, di un abbraccio in più. Hai il potenziale necessario per poterti adattare a ogni situazione e riuscire a sopravvivere al meglio, devi solo imparare a destreggiarti, a scegliere il capo migliore, la combinazione migliore. Hai tutto, apprezzalo.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-819827194392610747?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/06/battito-danta.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-3903047653955996357</guid><pubDate>Thu, 28 May 2009 20:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-28T21:04:51.365+01:00</atom:updated><title>nothing in the world would ever change that</title><description>&lt;p&gt;&lt;object height="340" width="560"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FA4VC7K5pfU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/FA4VC7K5pfU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;saluti&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-3903047653955996357?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/05/nothing-in-world-would-ever-change-that.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-3310978187588882755</guid><pubDate>Tue, 12 May 2009 10:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-12T11:59:30.057+01:00</atom:updated><title>ti dono una rosa</title><description>Perchè è il mese delle rose. Vola il tempo: ieri la festa dell'immacolata, domani quella della repubblica. Non mi capacito di quanto trascorra in fretta: respiri, gesti, sguardi, sacrifici, ozi, errori, sorrisi, pianti, carezze.&lt;br /&gt;Data una realtà, come reagirei se di colpo, questa si capovolgesse? Non più le stesse cose, non più le stesse chiamate, non più gli stessi discorsi, non più le stesse persone. Si può?&lt;br /&gt;Certamente, ma sarebbe difficile. Fai un bilancio fino a qui, fin dove adesso stai tranquillo a leggere e pensi che quello che hai ti piace, ti piace così com'è senza cambiarlo, modificarlo o snaturarlo. E adesso che, indipendentemente da quello che possa pensare la gente, te ne sei reso conto, sentendoti il più ricco essere sul pianeta, comincia a strisciare il subdolo terrore di smarrirlo. Un piccolo sbaglio, un'incertezza, la lontananza. Ogni cosa o azione appare come un pericolo che minaccia il proprio tesoro.&lt;br /&gt;Ma il dubbio e la paura non sono mai buoni amici, ti rubano il tempo spingendoti in congetture codarde, stupide, senza coraggio. E' inutile quindi starli a sentire. Meglio allontanarli e affrontare ciò che viene, perchè solo un agire onesto può salvaguardare ciò che è prezioso. Per il resto, siamo in mani altrui.&lt;br /&gt;A te, dico che non ci sono gancetti che valgano un battito.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-3310978187588882755?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/05/ti-dono-una-rosa.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-693819182157213578</guid><pubDate>Thu, 23 Apr 2009 00:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-23T01:33:30.996+01:00</atom:updated><title>storia di paese</title><description>Era una serata calda, soffocante, ancora un filo di luce in cortile. Rosa sparecchiava con aria rassegnata. Briciole sparse sulla tovaglia di tela cerata. Solo il gracchiare della televisione rompeva il silenzio.&lt;br /&gt;Sotto quell'aria pesante, incurante del suo disagio, Nicola, dopo un sorso di vino s'asciugò gli angoli della bocca con la mano e si rivolse a Rosa con tono ironicamente beffardo:&lt;br /&gt;"Niente t'impedisce di andartene. Se non ti sto bene, sei libera."&lt;br /&gt;"Ipocrita che sei. Perchè dovrei essere solo io a lasciare il gioco e la partita?"&lt;br /&gt;"Non c'è partita. Le carte migliori si sono bruciate i primi anni e adesso sappiamo solo bluffare."&lt;br /&gt;"Lo ammetti ma non vuoi reagire! Se me ne vado sembrerà che la colpa sia mia, che sia io che voglio rovinare tutto."&lt;br /&gt;"Ma lo fai, lo stai facendo tutt'ora. Stai abbattendo il nostro matrimonio piano piano. Siamo sposati, abbiamo una casa e io ho un lavoro che ci da da mangiare, mi dici di cosa ti lamenti?"&lt;br /&gt;"Siamo diversi. Non ci capiamo, non ci parliamo, siamo come due estranei sotto lo stesso tetto!"&lt;br /&gt;"E allora? Nessuno ci biasimerà mai per questo, finchè resta tra queste mura."&lt;br /&gt;Rosa sperava che lui ammettesse che era finita, che non si amavano più, che per quanto fosse triste e dolorosa la separazione per loro e per le due famiglie, era una soluzione necessaria.&lt;br /&gt;Solo per questo gliene aveva parlato. Ormai erano fin troppo evidenti i silenzi, le assenze, i muti litigi. Quel mucchietto di incomprensioni continue che si accantonavano con codarda abitudine era diventato via, via sempre più grande. C'era una montagna in salotto e nessuno ne parlava.&lt;br /&gt;Per questo l'aveva affrontato quella sera, chiedendogli la separazione consensuale: perchè ormai non si poteva più fingere che non ci fosse.&lt;br /&gt;Invece constatava amaramente quanto a lui mancassero le palle, quanta enfasi mettesse nello stringersi la benda sugli occhi per non vedere l'infelicità della moglie, quanto le apparenze e la sua fittizia stabilità fossero prioritarie rispetto a un sincero affetto fra loro.&lt;br /&gt;La cucina rassettata. In sala, con Nicola a vedere la partita, suo fratello Vittorio. Rosa in cortile, cellulare in mano. Scorse tutti i numeri della rubrica, a ognuno scrollava il capo. Smise e lo fece scivolare nella tasca del grembiule.&lt;br /&gt;Chi poteva chiamare? Nessuno. Nessuno l'avrebbe capita, chiunque le avrebbe detto di desistere, che tanto il matrimonio era così e che bisognava farci l'abitudine, pensando alla famiglia, a fare presto qualche bambino di cui occuparsi, sul quale riversare tutte le proprie attenzioni e, pensava lei, le proprie frustrazioni. Sua madre poi, non avrebbe mai accettato una cosa del genere, lei che aveva sopportato un marito manesco per quarant'anni e che ora lo curava con una dedizione incredibile, priva di ogni ombra di giustificabile rancore.&lt;br /&gt;Se l'avesse lasciato lei, avrebbe avuto tutta la famiglia contro, la sua e anche quella di Nicola, l'avrebbero chiamata "puttana" accusandola di chissà quali infedeltà, ne avrebbero parlato tutti in paese, in continuazione, malignamente, domandandosi perchè avesse abbandonato un uomo mite, lavoratore, senza particolari slanci ma di buona famiglia e con una casa di proprietà.&lt;br /&gt;L'avrebbero definita matta, non sarebbe riuscita a attaversare piazza San Sebastiano senza avvertire gli sguardi degli altri. Avrebbe dovuto trovarsi una casa in affitto, perchè mai i suoi l'avrebbero riaccolta. Avrebbe dovuto trovarsi un lavoro, perchè da quando si era sposata aveva lasciato il suo posto di cassiera. Ma chi l'avrebbe assunta adesso che il direttore dell'emporio era il cognato di suo suocero? Avrebbe dovuto lasciare il paese, ma per andare dove? Quale parente l'avrebbe ospitata?&lt;br /&gt;In un borgo di mille anime, se segui le regole sei protetto, se le infrangi vieni abbandonato, escluso, ignorato. Solo come in un deserto, circondato solo dagli avvoltoi.&lt;br /&gt;Però non poteva neanche rimanere lì con lui. Nicola era una brava persona, nessuno lo poteva negare, ma con lei non esisteva: usciva la mattina e tornava la sera, cenava con lei senza parlare, poi guardava la televisione oppure andava col fratello al bar in paese. Il sabato s'occupava dell'orto di casa e la domenica andava a trovare i genitori. I primi anni non era così, fecevano lunghe gite in campagna, al primo caldo andavano al mare, passavano le serate a raccontarsi i loro progetti e a fare l'amore dolcemente. I primi anni erano contenti.&lt;br /&gt;Poi lui morì. Il corpo e la voce erano sempre gli stessi, ma il suo sguardo si spense. Almeno con lei. Rosa era diventata una consuetudine di cui non era necessario accorgersi.&lt;br /&gt;Rosa si era trasformata in un appendi chiavi per lui. Un gancino fissato al muro al quale appendere le chiavi la sera e dal quale riprendersele la mattina. Una banalità, una cosa piccola e insignificante che non dia fastidio ma che sia solo funzionale.&lt;br /&gt;Rosa aveva ancora tanta voglia di fare, tanto amore da dare e soprattutto tanto rispetto da mostrare a sè stessa.&lt;br /&gt;Era una serata fresca e ventilata. Solo dopo aver attraversato il cortile Nicola si rese conto che le luci di casa erano spente. Tra il vetro e l'infisso della porta un biglietto piegato a metà che aprì frettolosamente: "Stammi bene Nicola. Ciao.". Sollevò il capo dal foglio e s'affrettò a aprire la porta, accese la luce: fermo, impietrito di fronte alla sua casa spoglia del calore a cui ormai non badava più da tempo ma di cui adesso sentiva una terribile mancanza. A fargli compagnia, solo il ronzio del frigorifero. Spostò la mano contro il muro al solito posto e "ciac"!&lt;br /&gt;Il treno andava veloce e la portava verso nord, chissà dove. Una grossa valigia sul ripiano sopra la testa, la sua terra che scorreva nostalgicamente dal finestrino, e un gancetto nella tasca dell giacca. Un gancetto che valeva la sua libertà.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-693819182157213578?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/04/storia-di-paese_23.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-3207159330117168050</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2009 14:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-22T22:33:14.389+01:00</atom:updated><title>toothpaste</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/Se5kLMb7huI/AAAAAAAABJM/xNpqu6DJgng/s1600-h/DSCN0061.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327305552705586914" style="WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 131px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/Se5kLMb7huI/AAAAAAAABJM/xNpqu6DJgng/s200/DSCN0061.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/Se5kLFxIV-I/AAAAAAAABJU/EOvTlOFMt9Q/s1600-h/DSCN0062.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327305550915459042" style="WIDTH: 179px; CURSOR: hand; HEIGHT: 131px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/Se5kLFxIV-I/AAAAAAAABJU/EOvTlOFMt9Q/s200/DSCN0062.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guance in fiamme. E non solo quelle.&lt;br /&gt;Progetti, intenzioni, una miriade di piccoli falò che ardono nel petto.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sarà che sto leggendo tanto, sarà che leggere tanto mi fa pensare troppo e che pensare troppo mi porta dritta, dritta verso occasioni future che non so nemmeno se poi vivrò.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fatto sta che oggi è stato tutto uno statico fermento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E mi riconfermo principessa dell'ossimoro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La lista è lunga e le voci da spuntare tante. Quanto al riuscire nella spuntatura, aleggia un forte dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rimane come punto prioritario, il solito cruccio di sempre. La preparazione richiede tempi lunghi, tanta dedizione e un costante impegno, nonchè il coraggio necessario per allontanare i momenti di scoramento, ogni volta più frequenti di quanto possa mai prevedere.&lt;br /&gt;Secondi nella lista a pari merito gli obiettivi pratici e quelli sentimentali, ai quali dedicarsi con rinnovato zelo. Si trovano leggermente in vantaggio i primi, ma solo per una questione d'urgenza dovuta a imminente scadenza. I secondi rimangono una costante, anche se è ormai comprovato che l'eventuale profitto negli altri campi giovi indiscutibilmente a quest'ultimo, magari riducendo la quantità del tempo speso assieme, ma innalzandone esponenzialmente la qualità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All'altra estremità del podio, ecco l'ultima bega a presentarsi in ordine di tempo, un piccolo ma fastidioso problema di salute che temo non si risolva tanto in fretta, e che rischia di compromettere non la riuscita, ma anche solo il tentativo di approcciare i punti sopracitati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Seguono i progetti filantropici, la programmazione di una serie di spostamenti da definire in fretta, la necessità di auto finanziarmi, il dovere di affrontare i dubbi suoi e quelli miei, il desiderio di concludere al più presto i preparativi per un piccolo regalo, confezionato con tanto, tantissimo affetto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In tutto questo, una colonna sonora, per me inusuale, ma dai testi pieni di messaggi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un post che non si capisce, per chiunque non sia me, una lista di cose da fare criptata, come ai bei tempi. Mi beo del fatto che queste poche righe passeranno inosservate, come quelle meno recenti.&lt;br /&gt;Il mio spazzolino che litiga col suo, lui risponde arrabbiato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;S'accapigliano per un po', ma poi si stancano di litigare, allora fanno la pace e si danno un bacio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'essenziale sarà invisibile agli occhi, ma anche ciò che è visibile può avere una sua essenza. Basta trovargliela e tirarla fuori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;saluti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-3207159330117168050?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/04/toothpaste.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/Se5kLMb7huI/AAAAAAAABJM/xNpqu6DJgng/s72-c/DSCN0061.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-6785560422760815416</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2009 19:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-14T20:48:33.729+01:00</atom:updated><title>voilà le printemps</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SeTocM6vgcI/AAAAAAAABJE/KjRC1lpXJhs/s1600-h/DSCN0683.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324636230660358594" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SeTocM6vgcI/AAAAAAAABJE/KjRC1lpXJhs/s200/DSCN0683.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'attività del blog rallenta inesorabilmente.&lt;br /&gt;Prima parlavo meno e scirvevo di più. Ora parlo di più e scrivo meno.&lt;br /&gt;Un sollievo per gli occhi di chi mi legge e una pena per le orecchie di chi mi ascolta. Ma non escludo inversioni di rotta.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Berlino è stata bellissima e non vedo l'ora di tornarci, anzi, lancio pubblicamente a tutti coloro che passano di qui la proprosta di organizzar(ci)si in gruppini, gruppetti o grupponi per il ponte del due giugno (perchè si, miei cari, c'è un ponte dalla sera di venerdì 29 maggio alla sera di martedì 2 giugno). Berlino m'è piaciuta perchè è una città grande, ben organizzata, con l'aria pulita, piena d'arte e di divertimenti. Una città spaziosa e comoda (sembra una frase da tradurre delle vecchie esercitazioni "hirokute benri machi da", ndr). Con gente simpatica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pasqua è andata e pasquetta pure. Sabato un matrimonio e poi una settimana di fuoco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come il progetto "fiammifero", come le pagine che sto leggendo, come queste foglie verdi che ti tolgono ogni cruccio e lasciano scivolare un sorriso sul viso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ebbene, c'è da dire che......c'è da fare, tanto da fare, tanta fretta e poco tempo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E la leggera euforia di ascoltare Jimmy Cliff.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;saluti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-6785560422760815416?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/04/voila-le-printemps.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SeTocM6vgcI/AAAAAAAABJE/KjRC1lpXJhs/s72-c/DSCN0683.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-1727093959288322204</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2009 14:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-24T16:41:23.930+01:00</atom:updated><title>sempre solo come vuoi</title><description>Stavo pensando alla musica.&lt;br /&gt;E più ci pensavo, più tornavo indietro negli anni, nei giorni, nei corridoi delle scuole frequentate, più cresceva la convinzione che è tutto. Che la musica, per me è come l'aria.&lt;br /&gt;L'ascolto prima di andare a dormire e appena alzata, quando sono in bici, in auto, davanti al computer, mentre cucino, mentre pulisco la casa, sotto la doccia e a volte, quando faccio l'amore.&lt;br /&gt;Non c'è un momento della giornata, escluso il sonno, in cui non metterei della musica, attraverserei i generi più disparati per accompagnare, nel modo migliore, i miei stati d'animo.&lt;br /&gt;Ascolto tutto, ma tengo presente solo ciò che mi piace davvero.&lt;br /&gt;Questo, forse, l'ho già detto.&lt;br /&gt;Ieri però, mi è capitata una cosa strana: aver quasi paura di ascoltare un brano.&lt;br /&gt;E' cominciato, ho riconosciuto le note e ......, tuffo nel passato: anni novanta.&lt;br /&gt;Volevo mandare avanti, ma un desiderio fremente di scaldarmi il cuore e bagnare gli occhi l'ha lasciato suonare. Guardi un punto e ti assenti momentaneamente dal mondo reale, ripiombi nei tuoi ricordi. Ti rivedi com'eri, come ti comportavi, come pensavi. Cazzo, un'altra persona!&lt;br /&gt;Adolescente, sfigata(......), idealista, sveglia, ambiziosa, timida, paurosa, determinata, senza maschere, senza corazze, buona.&lt;br /&gt;Non facevi parte del gruppo delle fighe col tipo, e ti sembrava di venire da un altro pianeta. Fuori dalla scuola, loro sul retro del motorino del fidanzato, tu con lo zaino pesante verso la fermata dell'autobus. I pomeriggi, loro a provarsi scarpe e vestiti, tu a studiare e leggere fumetti. E poi i giri a piedi per la città, per la tua adorata città, in cui potevi perderti, a guardar su, "sulla testa un po' di sole e in bocca una canzone".&lt;br /&gt;Ritorno al presente, mi stropiccio gli occhi umidi.&lt;br /&gt;Parte un'altro brano e mi viene in mente una situazione più recente e meno nostalgica, meno densa di significati. Potrei scandire gli anni con le note.&lt;br /&gt;La materia sonora da un ritmo ai ricordi, i ricordi rievocano le emozioni e risvegliano il pensiero, il pensiero fa confronti e trae conclusioni.&lt;br /&gt;E la conclusione è che rifarei tutto, anche gli errori, tutto. Forse mi permetterei d'incazzarmi un po' di più perchè, ora so, avevo ragione io.&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-1727093959288322204?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/03/sempre-pronta-sempre-ingorda-sempre.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-5018555808237691359</guid><pubDate>Fri, 13 Mar 2009 11:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-13T13:04:14.066+01:00</atom:updated><title>black out</title><description>Comincia che neanche te ne accorgi.&lt;br /&gt;Quando ancora non ci ero capitata, ne sentivo parlare sui giornali, alla televisione come di un’epidemia, casi che spuntavano come funghi.&lt;br /&gt;Indefinibile di per sé. Una malattia? Un disturbo? Oppure una serie di sintomi riconducibili a altre patologie? Di sicuro, strettamente correlato allo stress. Di certo, un disagio molto à la page.&lt;br /&gt;Io, scettica e diffidente dalla culla, ho sempre guardato con disprezzo chi dichiarava di soffrirne: mediocri femminucce desiderose di attenzioni che con astuzia colgono al balzo l’ultimo ritrovato dello psicologo da palinsesto. Insulse donnette che lamentano a destra e a manca quel senso d’impotenza che le blocca e le porta a temere ogni cosa.&lt;br /&gt;Per me, tutte scuse. Ognuno attraversa momenti di difficoltà, ognuno si sente oppresso, chi raramente, chi saltuariamente e chi, invece, costantemente. Ma non per questo si ricorre all’escamotage della crisi “Oddio, oddio, sto male, ho paura, aiuto!”. Che tristezza, che personcine piccole piccole, che infima e vergognosa debolezza e inadeguatezza alle difficoltà del quotidiano addirittura sfoggiata e universalmente compatita. Interi articoli, persino libri dedicati a cosa? Al nulla, a un tema che di fatto non esiste. Che tristezza chi si compiange, che idiozia chi li supporta.&lt;br /&gt;Pensavo.&lt;br /&gt;Eppure, la prima volta è stata una botta.&lt;br /&gt;Venticinque gennaio, notte, casa mia. Appena tornata da un matrimonio, lavo i denti, metto il pigiama, ma ancora non mi sento di dormire. Accendo la televisione in salotto, mi stendo sul divano e, lentamente, mi assopisco. Una situazione di totale sicurezza e tranquillità.&lt;br /&gt;Circa un’ora dopo mi sveglio, vedo una chiamata persa sul cellulare, Federico. Una circostanza normale, il consueto messaggio o chiamata della buonanotte.&lt;br /&gt;Mi giro sul divano, mi metto seduta e comincia che neanche me ne accorgo.&lt;br /&gt;La stanza rimane la stessa, ma inizia a assumere i caratteri di un luogo ostile, di un posto nel quale non sono al sicuro, dove sento che sta per succedere qualcosa di spiacevole.&lt;br /&gt;La prima cosa che noto è il battito che aumenta, come in una canzone di raf. Un dolore in mezzo al petto che pian piano cresce. Riconosco subito la mia tachicardia, quella a cui sono abituata da sempre, anche se immotivata in un simile momento.&lt;br /&gt;Guardo lo schermo ancora acceso, cambio canale, cerco qualcosa che attiri la mia attenzione o che, quantomeno, la distolga da questa condizione d’ansia. Niente.&lt;br /&gt;Mi alzo, vado in cucina, verso un po’ d’acqua fresca in un bicchiere e butto giù due sorsate. Sento il cuore che scoppia. Comincio a respirare a fatica. Sta velocemente montando da solo.&lt;br /&gt;Apro la finestra, sento sul viso l’aria fredda di una qualsiasi sera d’inverno, ma non riesco a inalarla. Il respiro si fa sempre più concitato. Mi gira la testa, non so più dove guardare, le gambe e le mani tremano. E’ il momento in cui perdo il controllo.&lt;br /&gt;La cosa che ricordo nitidamente è il pensiero dominante di quegli istanti: sono sola in casa, nessuno può aiutarmi, sto per avere un infarto, sto per morire, aiuto. E’ la paura incondizionata che vince sulla ragione. Gli scherzi della mente.&lt;br /&gt;Mi viene da urlare per lo spavento ma so che se lo faccio è la fine. Se urlo vengo sopraffatta dal terrore e, che ne so (?), rischio di finire a terra svenuta. La mia conoscenza circa ciò che sta accadendo è pressoché nulla. Guardo intorno, assetata di qualcosa che mi dia conforto. Ma ormai sono in preda a lui.&lt;br /&gt;Afferro il telefono e chiamo il fidanzato al quale, con grande difficoltà, spiego la situazione. Infilo le scarpe e il primo paio di pantaloni che trovo, lasciandolo appaiato con la felpa del pigiama. Devo uscire di casa, devo andarmene subito.&lt;br /&gt;Commetto un grande errore salendo in macchina: mi avvicino prima a chi mi vuole bene, ma la lucidità per guidare è scarsa. Me ne rendo conto all’altezza della circonvallazione, quando avverto per la prima volta uno stranissimo formicolio alle guance che rapidamente sale agli occhi e poi al capo. Penso “Adesso mi si chiudono gli occhi e vado a sbattere”.&lt;br /&gt;Ma forse, anche grazie al fatto di essere ancora in comunicazione col fidanzato che mi chiede di parlargli e di descrivergli dove mi trovo, a sbattere (ancora) non ci vado. Giungo infatti da lui, il quale mi sta aspettando in strada e mi accompagna all’ospedale.&lt;br /&gt;Durante il tragitto, il respiro si fa talmente affannoso che non capisco più niente, sento la testa pesante e le orecchie che fischiano. Sull’orlo di un delirio autoindotto.&lt;br /&gt;Arrivo in ospedale e in un italiano approssimativo illustro i miei sintomi (anche se già ben visibili) all’infermiera di guardia. Il medico poi mi visita, mi somministra un calmante, attende che faccia effetto e mi dimette con la diagnosi più scontata: attacco di panico.&lt;br /&gt;Torno a casa di Federico e resto da lui. Ancora un po’ scossa, ma è tutto passato.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, al telefono, racconto ciò che è successo a mia madre: se da un lato mi viene da piangere poiché nella narrazione rievoco uno spavento grandissimo e sconosciuto, dall’altro mi rattristo ulteriormente riconoscendo nella voce al ricevitore quella stessa freddezza e incredulità che riservavo a racconti simili prima di allora.&lt;br /&gt;Anche adesso, riscrivendo dettagliatamente gli avvenimenti, non posso che sorridere in certi passaggi. Ma terrore di che? Ma ostile dove? Ma svenire per cosa? Ma poi perché? Non ce n’era motivo, tranquilla a casa, in un luogo conosciuto, in una situazione di serenità, lontana da condizioni di stress. Tutto quello spavento per niente, che stupida, che cretina, che deplorevole mancanza di autocontrollo. Ho fatto tutto da sola.&lt;br /&gt;Pare che però non sia colpa mia. Pare che possa venire a chiunque, a qualsiasi età e in qualsiasi momento. E pare che non sia un fenomeno recente, ma che solo recentemente siano iniziati gli studi dello stesso.&lt;br /&gt;La spiegazione migliore che abbia sentito a riguardo è la seguente: improvvisamente, il cervello si auto convince di trovarsi in una situazione di pericolo e, di conseguenza, mette in moto tutti quei processi di difesa, come per esempio la paura e il panico, che spingano il soggetto a allontanarsi dal suddetto pericolo. Il problema sta nel fatto che, non sussistendo il pericolo reale, resta alquanto difficile stabilire quando lo si è rifuggito. Perciò così come ci si auto convince che esiste, bisogna attendere di “auto” realizzare che, di fatto, non esiste.&lt;br /&gt;Mi sono vergognata molto dell’accaduto, mi sono scusata più e più volte con Federico per aver arrecato disturbo “per nulla”, mi sono sentita un’idiota per non essermi calmata da sola, per non avere avuto motivi per giustificare il mio comportamento.&lt;br /&gt;Imbarazzo che ho provato nuovamente ieri sera, quando ci sono ricascata.&lt;br /&gt;Sono in macchina e sento, d’un tratto, che comincia. Mi fermo, faccio lunghi respiri ma il cuore inizia a correre. Chiamo il solito poveraccio e gli chiedo di rimanere al telefono finchè non arrivo a casa. Dolore al petto. Timore di malore imminente.&lt;br /&gt;Arrivo e mi metto sul letto, ma è peggio perché appena chiudo gli occhi mi gira la testa come se fossi ubriaca. Allora mi forzo a distrarmi, chiamo i miei ai quali però non accenno minimamente la cosa, data la loro natura contagiosamente ansiogena. Preparo delle verdure, le taglio fini fini, guardo un po’ di televisione, mi tengo in contatto col boyfriend che controlla l’evolversi della vicenda.&lt;br /&gt;Mi tremano le gambe. Costringo il respiro a rimanere regolare: se parte quello siamo a posto. L’ansia va a ondate: nella tranquillità della mia cucina, mentre controllo la cottura del mio adorato cavolo cappuccio, riporto centocinque pulsazioni al minuto.&lt;br /&gt;Lentamente, a più di tre ore dal suo inizio, diminuisce fino a svanire.&lt;br /&gt;Gestirlo è possibile ma assai arduo. Sono fermamente convinta della forza della ragione su molti degli istinti umani, ma il panico sembra essere particolarmente attrezzato alla lotta. Di certo, la cosa che sconcerta di più è l’assoluta imprevedibilità della sua comparsa, nonché il fatto di essere indipendente da una qualche causa scatenante definita.&lt;br /&gt;Cosa impari da tutto ciò? Riconfermi la necessità di evitare i giudizi affrettati sugli altri e di impiegare un pizzico di sensibilità in più per astrarre quelle cose che non vuoi comprendere perché ti sembrano troppo strane. Una volta a me, quell’altra a te, e poi chi lo sa.&lt;br /&gt;I do stick to my guns. Gaman!&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-5018555808237691359?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/03/black-out.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-4348092652193422437</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-10T14:41:42.073+01:00</atom:updated><title>postit</title><description>"Ciao 'amore',&lt;br /&gt;volevo dirti solo che sto partendo e che non so quando torno. Forse non torno, ma se lo farò sarò cambiata e allora non ci sarà più quel che c'è adesso.&lt;br /&gt;Volevo dirti che mi allontano, in fretta e furia, perchè ne sento la necessità, perchè dopo milioni di anni e secoli, non voglio tornare a essere una tua costola, anche se lì, accanto al cuore, stavo comoda, al caldo e al sicuro.&lt;br /&gt;Volevo ricordarti l'immagine dei nostri baci vista da lontano, come istantanee piene di storie da raccontare, perchè ora che le hai in testa tu sappia che dalla mia non scapperanno mai.&lt;br /&gt;Volevo rovinare questa mia calligrafia con la goccia di una lacrima, ma l'ho asciugata prima che cadesse, e adesso sua sorella corre sulla guancia per compiere l'impresa.&lt;br /&gt;Volevo accartocciare questo foglio nella mia mano per nascondertelo, una volta rincasato prima, cancellando con un "ciao" questa voragine che non vedi. Ma non sei tornato.&lt;br /&gt;La vita è fatta di priorità e ciò che scegli di mettere prima fa da asso pigliatutto. A me sono rimaste le briciole, e non riescono proprio a bastarmi.&lt;br /&gt;La vita è fatta di coincidenze, e se scendendo le scale incontro il tuo volto prima di uscire, rischio di non cogliere questa, di smarrire il coraggio, traviato dal romanticismo, e di disfare i bagagli per l'ennesima volta.&lt;br /&gt;Volevo dirti che ho rifatto il letto e bagnato le piante, riposto la birra in frigo e lasciato le chiavi al portiere. Piccole cose che renderanno più accogliente e sicura questa casa, dal momento in cui leggerai, a quando, con questa stessa penna, scriverai messaggi dolci alla nuova padrona di casa. I corpi nudi che camminano, le cene con gli amici, le liti furibonde come quelli silenti, l'amore fatto anche sul tavolo, queste mura hanno spiato tutto di noi e, ovunque saremo, divisi e lontani, noi siamo qui.&lt;br /&gt;Volevo infine baciarti, per l'ultima volta, stringerti forte, come se dovessi fonderti col mio petto, guardarti negli occhi, notando una soluzione prima nascosta, lì accanto all'iride. Respirarti.&lt;br /&gt;Volevo dirti tutto, ma tutto per me sei tu e non essendo così anche per te ti dico solo ciao."&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-4348092652193422437?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/03/postit.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-16885333845328550</guid><pubDate>Sat, 28 Feb 2009 12:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-28T14:36:11.894+01:00</atom:updated><title>licet</title><description>Una serie di giorni quieti. La routine: a volte un supplizio e altre volte una salvezza.&lt;br /&gt;Qualche acciacco di cui verificare la natura, qualche personaggio da inseguire per ovvie ragioni, un sabato in fiera a riconfermare l'approccio caldo e simpatico della gente del sud, un pranzo al ristorante col fidanzato, una lenta organizzazione di future visite turistiche. Tutto condito da alti e bassi emozionali, dovuti a insicurezze, litigi, contrattempi e incomprensioni.&lt;br /&gt;Con l'arrivo del carnevale, l'anno ha ormai svoltato. E' questa la ricorrenza che tutte le feste si porta via, per lo meno quelle invernali. Domani, comincia una lenta discesa fino alla pasqua. Poi da lì, una virata netta verso l'estate. Quel mix di festività cattoliche che regalano ponti lunghi e code ai caselli.&lt;br /&gt;Quando ero piccola mi piaceva mascherarmi da principessa o damina del settecento, con tanto di parrucca e neo finto. Cose classiche e romantiche.&lt;br /&gt;L'incanto si distruggeva nel momento in cui venivo costretta a indossare cappottone e sciarpone sopra il costume. Se già di mio non contribuivo a dare una figura slanciata e regale al personaggio, così imbacuccata ero solo un botolo con l'aria da trans. Aggiungiamoci poi che c'era l'espresso divieto di lanciare coriandoli a persone, bambini, cani o altri soggetti animati, onde evitare di arrecare disturbo a chicchessia, e ecco la penosa immagine di un barilotto truccato che lancia pezzetti di carta colorata al vento. Che tristezza.&lt;br /&gt;Il carnevale l'ho sempre odiato: quella sensazione di libertà che permette di evadere e sgarrare alle normali regole di condotta civile, stroncata da un eccesso di zelo educativo nei confronti del prossimo. Quel prossimo che poi m'imbrattava il giubbotto di schiuma colorata.&lt;br /&gt;Adesso non mi fa effetto, è una festa come un'altra, coi suoi dolci tipici, con l'occasione di vestirsi a tema, invece di mettersi semplicemente in tiro, prima di andare in discoteca o al pub.&lt;br /&gt;Eppure l'altro giorno, mentre facevo sistemare la bicicletta, ho visto un nonno sereno mandare avanti due bambini verso me e mio zio. Questi, urlando sorrdenti, ci hanno lanciato una manciata di coriandoli e sono corsi avanti a cercare qualche altra vittima. Era tutto divertente, gioviale, libero, allegro. E a nessuno ha dato fastidio.&lt;br /&gt;Ecco che, da una circostanza così stupida, mi sono resa conto che certe cose vanno lasciate fare all'età giusta. Senza anticipare eccessivamente, evitando di ritardare troppo.&lt;br /&gt;Certe libertà le acquisisci crescendo, altre le possiedi finchè sei un nanetto trotterellante. Ma difficilmente potrai godertele tutte contemporaneamente. Perciò ciascuna va assaporata quando è tempo di farlo, quando è matura per noi.&lt;br /&gt;La cultura, la storia, la letteratura te lo insegnano in mille modi, da "carpe diem" a "la fugacidad de la vida", al più popolare "zucc e melon a la su stagion". Ma, come tante altre cose, ne capisci il vero significato solo quando ti ci imbatti in prima persona.&lt;br /&gt;Detto ciò, stasera intendo recuperare. Non ho costumi, ma qualcosa inventerò.&lt;br /&gt;L'importante è divertirsi!&lt;br /&gt;Buon carnevale!&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-16885333845328550?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/02/licet.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-1589195989385886752</guid><pubDate>Wed, 11 Feb 2009 12:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-11T15:47:15.841+01:00</atom:updated><title>ho tradito</title><description>Eccome. E purtroppo è successo davvero, non è una favola tragica.&lt;br /&gt;Quando lo rividi gli sorrisi, l'abbracciai e gli diedi quel bacio sfuggente sulle labbra che è consuetudine nelle coppie apparentemente consolidate.&lt;br /&gt;Apparentemente.&lt;br /&gt;Lo guardai per un attimo, mentre tornava alla sua xbox, con colpa e compassione. Poi mi ripresi, tolsi le scarpe e mentre andavo a lavarmi le mani prima di cucinare, gli chiesi come fosse andata la giornata. Una risposta breve, scarna, "Tutto ok, il solito".&lt;br /&gt;Lui parla poco, è schivo, non esprime le sue idee, nè le sue emozioni. Se avesse saputo quello che avevo fatto forse non avrebbe parlato più del tutto, o forse mi avrebbe coperto d'insulti, mi avrebbe cacciato con disgusto da casa sua, intimandomi di non rimetterci più piede.&lt;br /&gt;Andai in cucina e presi il riso:&lt;br /&gt;"Ti va un risotto zucchine e salmone?" gli chiesi avendo in testa tutt'altro.&lt;br /&gt;"Si ma adesso vieni qui da me, non sto giocando a fifa, vieni dai!" mi rispose.&lt;br /&gt;Si chiedeva perchè invece di accoccolarmi con lui sul divano come al solito, me ne stessi così distante. "Dai fede, dopo, che il risotto ci mette un sacco a cuocere.".&lt;br /&gt;"E allora fai qualcosa di più semplice, dai chissenefrega!"&lt;br /&gt;Scelsi un piatto dalla preparazione lunga, che mi tenesse in cucina tanto, che mi permettesse di maledirmi per le mie azioni stupide e istintive e di pensare al da farsi.&lt;br /&gt;Insisteva perchè andassi da lui, ma non potevo. Proprio no. Non avrei potuto stargli così vicino dopo essere stata tra le braccia dell'altro solo poche ore prima.&lt;br /&gt;"Dai, dai, stasera ho deciso che ti preparo questo e basta! Dopo abbiamo tutto il tempo!" dissi abbozzando un sorriso e temendo quel "dopo".&lt;br /&gt;Cominciai a mettere la pentola sul fuoco e a tagliare le verdure, in pezzi così piccoli, così sottili, per perdere tempo. O per guadagnare tempo.&lt;br /&gt;Cos'era cambiato? Niente, non avevo segni che rivelassero la mia perdita di controllo. Eppure mi sentivo coperta dallo sgargiante mantello della colpa, mi sembrava che qualcuno stesse proiettando sui muri dei palazzi il filmato di quello che era successo prima in macchina.&lt;br /&gt;Era una situazione innocente: il mio amico di vecchia data, mi riportava a casa con la sua auto. Si rideva, si parlava in confidenza. Costeggiava un lato del parco delle cave quando frenò e guardò il cielo rosa, il chiarore lasciato dal sole appena tramontato. Una splendida serata, veramente, romantica, di certo. Ma non mi ero mai lasciata trasportare da questi scenari, non bastavano a far crollare la mia fedeltà, la mia devozione.&lt;br /&gt;Quando lui si avvicinò, però, inclinando il capo e sfiorandomi il naso col suo, non lo respinsi, non stemperai la tensione con una risata, non pensai a niente, aspettai solo che mi baciasse.&lt;br /&gt;Perchè? Ma perchè?&lt;br /&gt;Forse perchè lo volevo, volevo essere baciata in quel preciso momento da quella precisa persona.&lt;br /&gt;Che stupida! Che idiota!&lt;br /&gt;Mi cadde il coltello dalle mani, e quando giunse sul pavimento fece un gran baccano. "Tutto ok, patty? Ti sei fatta male?" mi chiese un po' distratto.&lt;br /&gt;"No, tutto ok" risposi e addussi una scusa qualunque "avevo le mani bagnate e mi è scivolato il coltello."&lt;br /&gt;Tirai un lungo respiro. La mente volò a quel bacio, lungo, intenso, abbracciati l'uno all'altro, quasi stesi sul mio sedile. Quando staccò la sua bocca dalla mia, mi accarezzò il viso arrossato e solo lì ancora scossa e appena vigile, presi coscienza di quello che avevo fatto.&lt;br /&gt;"Oddio no! No!" mormorai in una smorfia di disperazione. Lui rimase muto.&lt;br /&gt;Lo salutai appena e scesi dalla macchina, cominciando a camminare velocemente verso casa. Forse si accostò a me con l'auto un paio di volte, promettendomi di portarmi a casa, ma io non gli diedi ascolto.&lt;br /&gt;Mi ritrovai in bagno a lavarmi la faccia. Poi mi rimisi le scarpe e andai da lui.&lt;br /&gt;Il brodo era pronto e avevo appena buttato il riso in padella a rosolare.&lt;br /&gt;Mi premeva troppo questo peso nel petto, aver tradito così la sua fiducia proprio con lui, aver rovinato una storia così bella, aver corrotto il sogno per qualche minuto di cosa? Di passione? No, la passione implica anche un po' d'affetto e quello invece era solo istinto, l'irrazionale lasciarsi tascinare dall'istinto. Mi sentivo troppo colpevole, dovevo confessare.&lt;br /&gt;Mi voltai e dissi "Fede?"&lt;br /&gt;"Che c'è?" rispose mentre guardava la televisione.&lt;br /&gt;Eccolo lì, tranquillo, nella sua quotidianità, nella sua serenità, nella sua invidiabile onestà. Per lui tutto andava bene, niente era cambiato.&lt;br /&gt;Tra pochi secondi avrebbe appreso tutto, e quelle poche parole avrebbero per sempre incrinato, se non distrutto completamente, la sua fiducia nei miei confronti. E io? Io non sarei più riuscita a riconquistarla, neanche con mille secoli di assoluta fedeltà fisica e mentale. Ancora pochi attimi e sarebbe rimasto deluso di me come non mai, avrebbe considerato inutile tutto il tempo speso insieme, forse si sarebbe sentito libero di rimettersi in pari con un'altra, o forse, molto più verosimilmente, mi avrebbe lasciato.&lt;br /&gt;"......tra un po' prepara la tavola che fra un quarto d'ora circa è pronto." dissi occultando le mie vere intenzioni.&lt;br /&gt;"Ok." rispose ignaro lui.&lt;br /&gt;Era insostenibile il senso di colpa che provavo e, se da un lato lo comprendevo, dall'altro lo biasimavo. In fondo cosa avevo mai fatto di così grave? Avevo ceduto per un attimo, senza ragione, riconfermando il fatto che gli esseri umani, spesso, agiscono d'impulso.&lt;br /&gt;E poi avevo sbagliato, è vero, ma si trattava solo di un bacio. Non ci ero andata a letto! Il mio peccato risultava davvero irrisorio se paragonato ai racconti di tradimenti e fughe clandestine di alcune mie amiche.&lt;br /&gt;Eppure, quel nodo alla gola, quell'incudine sul cuore, quel desiderio irrefrenabile ma impossibile di tornare indietro e di fermarsi un secondo prima, rimanevano.&lt;br /&gt;D'un tratto mi resi conto che era lì in cucina. Mi appoggiò le mani in vita e mi chiese "Allora, è pronto questo risotto?" e aggiunse "mmm, che profumino!". Poi mi girò, mi guardò negli occhi e mi disse "Abbracciami!".&lt;br /&gt;Sorrisi appena, e gli gettai le braccia al collo. Allora capii cosa dovevo fare.&lt;br /&gt;Non mi importava se gli esperti declamavano la sincerità come la cosa più importante nella coppia. Io non gli avrei mai detto quello che avevo fatto. Se era un dolore, era giusto che fosse solo mio, era giusto che me lo smazzassi da sola. Sarebbe stato inutile scaricarmi la coscienza e far piombare su di lui, candido, il problema, la notizia sconvolgente. Ormai la mia morale prendeva abbondantemente a calci la mia dignità, smarrita in qualche minuto d'incoscienza: stavo imparando a duro prezzo la lezione.&lt;br /&gt;Io non avrei più commesso lo stesso errore e avrei continuato a mentire, o meglio, a omettere la verità, facendomi schifo per questo e soprattutto per il gesto che mi aveva spinto a farlo.&lt;br /&gt;Purtroppo è successo davvero, non è una favola tragica.&lt;br /&gt;Non propriamente. Più che un racconto questo è un sogno. O un incubo.&lt;br /&gt;La notte tra lunedì e martedì mi sono svegliata di soprassalto, in lacrime, con il cuore gonfio di colpa e tristezza. Ma a sentimenti così negativi si sono contrapposti quasi immediatamente quelli positivi di gioia e sollievo scatenatisi nel momento in cui ho compreso la natura onirica della vicenda. Integerrima, fedele, immacolata come prima. Aleeeeeeeeeee!&lt;br /&gt;Tornando ai fatti personali "reali", il mese di febbraio è stato un po' teso per via degli esami. Per questo stesso motivo mi sono trasferita a casa del boyfriend per più di una settimana: una simulazione di convivenza superata a pieni voti (grazie all'immensa pazienza del padrone di casa). Adesso finalmente ha smesso di piovere e ci sono splendide giornate di sole! Motivo per cui concludo qui.&lt;br /&gt;Il senso di colpa è proprio una brutta bestia, soprattutto se sai di non poter riparare. Perciò è stato così bello rendersi conto di non aver fatto niente che potesse nuocere a qualcuno.&lt;br /&gt;Una delle poche volte che mi sono alzata pensando "Sono una brava persona".&lt;br /&gt;¡Ay que raro!&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-1589195989385886752?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/02/ho-tradito.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-5615064095701729346</guid><pubDate>Thu, 29 Jan 2009 02:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-29T03:29:06.192+01:00</atom:updated><title>one more</title><description>E' l'anno che questo blog è riuscito a sopravvivere.&lt;br /&gt;Con molta meno partecipazione della sua autrice, ma sempre dinamica e sincera. Con meno brio e più riflessione. Con meno fantasie e più concretezze.&lt;br /&gt;Dico "sopravvivere" perchè l'avvento di facebook è stato devastante. E' come se un annoiato marito di mezz'età si fosse trovato a dover scegliere tra la fedeltà verso una moglie decentemente carina e assorbita dal suo lavoro e la dedizione verso una diciottenne provocante e disinibita con tante amiche bisessuali e disponibili. Il paragone con la logica maschile è più che calzante: fb è promiscuo e allettante, il blog è rassicurante e particolare.&lt;br /&gt;Come al solito, ho cercato di optatare per una via di mezzo, anche se resistere alle tentazioni non è proprio il mio forte. Eppure anche quest'anno ce l'ha fatta.&lt;br /&gt;Perchè quando fb comincia a stancarmi, torno a rileggermi qualche vecchio post, scritto per esteso senza k, senza qll, senza tt e altre abbreviazioni, con un italiano quasi decente e il racconto di un'esperienza vissuta.&lt;br /&gt;Tante cose sono cambiate da quando è cominciato, e forse era meglio prima, all'inizio. Ma gli avvenimenti, e precisiamo non quelli in cui vieni coinvolto, bensì quelli belli o brutti che siano ma di cui sei protagonista attivo, cosciente e volontario, quelli che tu scegli di far accadere, hanno la capacità di formarti e quando ti ritrovi a pensare a come sei diventato non puoi rinnegare te stesso, ma solo proseguire alla ricerca della stabilità o del cambiamento.&lt;br /&gt;I post, come cronache che sporadicamente testimoniano fatti, sentimenti e pensieri.&lt;br /&gt;Tanti auguri blog!&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-5615064095701729346?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/01/one-more.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-5538454586199069085</guid><pubDate>Sat, 24 Jan 2009 05:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-24T08:26:56.180+01:00</atom:updated><title>eager beaver</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SXrA2IGp5kI/AAAAAAAABIs/T3M8W9JMHug/s1600-h/n1407190517_82695_5585%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294756348048303682" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SXrA2IGp5kI/AAAAAAAABIs/T3M8W9JMHug/s200/n1407190517_82695_5585%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questi primi giorni dell'anno non hanno molto da raccontare. Poco più di tre settimane in cui si sono chiuse le feste, si sono ritrovati amici lontani e importantissimi e si è ripresa la forzata routine con discontinue ma impegnative interruzioni. Neve d'epifania compresa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Feste a tema e una sfilza di compleanni, tutti concentrati e incorniciati dalla pioggia, da un tempo ostinatamente uggioso che sembra non voler schiodare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi, un matrimonio annunciato meno di quattro mesi fa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un uomo abbronzato è presidente degli stati uniti, kakà resta al milan e il vicepresidente della camera abita nel mio condominio (non a caso, un altro adepto di don gius.).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Devo ammetterlo, avrei preferito partire per le maldive il 20 dicembre, ora sarei più rilassata, con più foto da mostrare e, di certo, con un colorito assai diverso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma soprattutto avrei quella grinta e quella voglia di fare che mi assale al ritorno da un viaggio. O almeno così capita a me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Invece le feste natalizie a casa mi distruggono, per quanto siano tenere e remunerative, mi rallentano in modo inspiegabile. Mi ritrovo perciò stanca e svogliata, come se fossi stata scippata di un periodo di riposo dovuto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non riesco a vedere le cose in modo concreto, non sono positiva abbastanza da conciliare i momenti di conflitto e questo abbassa di molto la mia soglia di tolleranza, rendendo molte persone intorno a me insopportabili. Ritengo di occupare un codice d'allarme arancione che indica massima irritazione, minima disponibilità, ma ancora un discreto contegno tale da impedirmi di perdere il controllo. Temo di sconfinare presto in un codice rosso, temo di rispondere male a qualcuno e di ritrovarmi pentita. Non certo di quello che penso, ma di averlo reso noto ai più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A volte penso che un anno e mezzo fa sarebbe stato più saggio andare a roma, come mi era stato proposto, per volare in posti lontani, penso che due anni fa sarebbe stato furbo andare a genova, per un'altra ancor più allettante opportunità. E invece.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qualcuno, con i piedi molto ben piantati a terra, mi consiglia di "coltivare il mio orto". Purtroppo non ho mai avuto il pollice verde e, dettaglio più importante, non ho un orto. Perlomeno non qui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma un vecchio e saggio consiglio "雨降って地固まる" è ancora capace di darmi fiducia e consolarmi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;saluti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-5538454586199069085?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2009/01/eager-beaver.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SXrA2IGp5kI/AAAAAAAABIs/T3M8W9JMHug/s72-c/n1407190517_82695_5585%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-8228833486826213897</guid><pubDate>Wed, 31 Dec 2008 19:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-31T20:11:59.149+01:00</atom:updated><title>last call</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SVvD0tk7_1I/AAAAAAAABIc/wCJrxGfCvz8/s1600-h/IMG_1388.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286033898004545362" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SVvD0tk7_1I/AAAAAAAABIc/wCJrxGfCvz8/s200/IMG_1388.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Finisce il 2008.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con i baci ai lati delle strade e il colbacco che cade.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un signore ci dice "Auguri ragazzi!".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con le telefonate per capire chi viene dove, con chi, a che ora e cosa porta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perchè il veglione è casino per definizione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con quel tanto di neve che rende tutto più intonato, più piacevole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questa cornice dico a tutti gli amici: divertitevi e che il vostro anno sia splendido!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Auguri a tutti e buon anno!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;saluti&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-8228833486826213897?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2008/12/last-call.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rQ32vdPb1BE/SVvD0tk7_1I/AAAAAAAABIc/wCJrxGfCvz8/s72-c/IMG_1388.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8499552376843959958.post-284640889846887567</guid><pubDate>Wed, 24 Dec 2008 00:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-24T03:19:51.883+01:00</atom:updated><title>brevi lettere</title><description>Cara p.,&lt;br /&gt;mi dispiace non passare il natale con te quest'anno. Ho deciso di partire per le maldive, ho trovato un'offerta di una settimana in un villaggio all inclusive a soli 720 euro. Mi sono stufato della neve e del freddo e agli abeti, stavolta, preferisco le palme. Ti spedisco una cartolina, che so che a te piacciono!&lt;br /&gt;Mi raccomando non fare la scontrosa! Anche se non ci sono, ricordati di mantenere la calma e di non "sbottare". Prendila un po' come un esercizio di pubbliche relazioni.&lt;br /&gt;Parla di cose interessanti ma al contempo leggere, tralascia gli argomenti che possono creare tensione: parla di ricette e di cucina, sai che alle padrone di casa fa sempre piacere perdere tempo a raccontare come hanno preparato il manicaretto che hai nel piatto, parla di viaggi, costo della vita, cultura, libri e film, evita la politica, la religione, la filosofia, le questioni di principio. Sorridi e lancia qualche battutina, ma attenta a non farle troppo spinte che il pubblico è un po' agé e presta attenzione al decoro, in particolare di una signorina.&lt;br /&gt;Adatta il tema e il registro del discorso all'età e all'indole del tuo interlocutore tanto, più o meno, sai chi incontri. Parla con tutti, alternando dal gruppo al singolo. Se sei tu a promuovere il discorso, rendi gli altri partecipi, ma solo se il tema è rilevante. Se qualcuno tira fuori tematiche che sai infervorarti parecchio, restatene buona e tieniti le tue opinioni. A natale non si fanno comizi.&lt;br /&gt;Rammenta che è sempre meglio domandare che dover rispondere, ma qualora fossi tu interrogata, schiva le domande che sai porti in difficoltà con una battuta o con una risata. Siccome sai già quali possono essere i punti dolenti, preparati qualche risposta (ma non esagerare, niente recite!). In ogni caso: non ti arrabbiare, perchè passi dalla parte del torto e non rimanere in silenzio, ne mostrarti imbarazzata, perchè appari debole e patetica.&lt;br /&gt;Ascolta tutto e fatti vedere interessata. Brinda e fai il possibile per apparire gentile. Fai questo sforzo almeno per un paio di giorni.&lt;br /&gt;So che senza di me ti sarà tutto più difficile. Quando siamo insieme, magari sei meno precisa nel modo di esprimerti e di fare, ma di certo te la godi di più. E io che ti conosco da tanti anni, che t'ho vista tanti natali, so che quando sei spontanea sei una gran bella persona. Ma non sarà questo il caso. Due ultimi consigli.&lt;br /&gt;1)Non fare danni: fare una terronata in pubblico tra domani e dopodomani rischia di comprometterti irrimediabilmente, le scenate sono come crimini sulla fedina penale della rispettabilità (e sai di cosa parlo). Piuttosto fai volare la bottiglia di rosso sulla tovaglia bianca, sempre meglio maldestra che cafona.&lt;br /&gt;2)Non t'avvelenare: che vuol dire non arrivare ansiosa agli eventi, temendo il peggio, non interpretare le parole o le espressioni altrui come se fossero contro di te (non ti ca*a nessuno!), se poi c'è qualcuno che non sopporti, non ci pensare e non farti il sangue amaro, va bene essere educati, ma più che altro rispetta te stessa e non dare attenzione a chi non se la merita.&lt;br /&gt;Anche se ti sembra di avermi dimenticato, è come se fossi lì accanto a te.&lt;br /&gt;Ti abbraccio forte e ti bacio!&lt;br /&gt;tuo s. n. .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro s. n.,&lt;br /&gt;che botta di c*lo che hai avuto! pensa che potevo anch'io cogliere la tua stessa occasione, ma l'ho saputo tardi. Domani c'è la cena della vigilia, e non ho voglia. Dopodomani c'è il pranzo di natale, e non ho voglia. Da un lato vorrei che fosse già venerdì, dall'altro penso che fin che si possono portare avanti certe tradizioni vuol dire che è tutto ok. Per la serie c'è di peggio.&lt;br /&gt;Ho letto tutti i tuoi consigli e ne faccio tesoro. Non ci sei, ma mi conosci e mi avverti.&lt;br /&gt;Chi non ti conosce non può capire, chi ti evita è uno stolto. Insieme abbiamo passato momenti indimenticabili e forti, soprattutto in quelle fredde serate che sapevamo come scaldare. Abbiamo così poche occasioni per stare insieme!&lt;br /&gt;Quest'anno è andata così, non ci siamo trovati. Non so quanto tempo passerà prima di rincontrarti, ma desidero dirti che mi hai fatta contenta tante e tante volte.&lt;br /&gt;Grazie per la canzone, è bellissima.&lt;br /&gt;E anche se sei lontano, ti sento vicino a me, come se non fossi mai partito.&lt;br /&gt;Ti abbraccio forte e ti bacio con tanto affetto.&lt;br /&gt;p. .&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cC9o4oYMIqI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cC9o4oYMIqI&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Buon natale!&lt;br /&gt;saluti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8499552376843959958-284640889846887567?l=seicaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://seicaffe.blogspot.com/2008/12/brevi-lettere.html</link><author>noreply@blogger.com (seicaffè)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item></channel></rss>