Lecito è dubitare. Perchè almeno nel pensiero è necessario rimanere fedeli a se stessi, alle proprie convinzioni, alle colline di certezze che definiscono e allietano il paesaggio della coscienza.
Il nostro protagonista è ingessato in un vestito d'ortica: in punta di piedi sulle croste di una solfatara, non può lasciar trapelare alcun disagio e sfoggia un sorriso compiacente. E' il gioco di tante generazioni quello di scendere a compromessi e l'orgoglio diventa merce di scambio quasi sempre.
Vorrebbe avvisare coloro che sorseggiano martini sull'orlo del geyser, del pericolo che corrono a deliziarsi di quel bel calduccio. Ma il rischio è grande e il vapore potrebbe confondere il sentiero.
Rimane nei paraggi, discostandosi un po', a piccoli passi, in una zona più fredda, come nel dialogo tra la Natura e l'islandese. Rifuggire i facili entusiasmi sembra opera ardita, ma il sospetto che abbiano arti deboli e molli basta a trattenerlo dal montarvi in sella.
Solingo e razionale, attende l'esplosione.
saluti
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