Avete mai corso? Vi siete mai fatti un giro di corsa in un qualsiasi parco degno di essere definito tale?
Se l'avete fatto, sapete che il percorso non è mai costante, non è mai lineare e non ha mai la stessa pendenza.
L'andatura, il passo, la velocità s'adattano a ciò che trovano, alle curve improvvise, alle salite, alle discese, agli ostacoli e anche ai vostri repentini cambiamenti d'idea.
E così voi andate, macinate chilometri, pompate sangue, colate sudore, consumate ossigeno e sentite, nei momenti più duri, quel sapore ferro in bocca che vi avverte che state superando la soglia.
Correre vi fortifica, tonifica i muscoli, migliora il sistema cardiovascolare, quello respiratorio e pure quello immunitario. Correre però v'indebolisce, vi squilibra i sali minerali e, alla lunga, vi sgretola le articolazioni.
Se t'infortuni, correre ti manca come se fosse l'acqua. Se te ne dimentichi, correre ti fa sentire come un traditore.
Correre alla fine è un po' come la vita. Non va mai dritta, cambia ogni momento e tu devi starle dietro. Se t'imponi su di lei, a volte rischi addirittura di sbagliare rotta e farti male. Ci sono le salite, ci sono le discese. Ci sono quelle persone che vedi come macigni sull'unico sentiero disponibile: non potendole disintegrarle, o sei abbastanza forte da spostarle, o le scavalchi con un salto deciso. Vai avanti giorno dopo giorno, ti senti più forte ma anche più stanco. Ti manca quando qualche imprevisto non ti permette ti godertela appieno e ti senti in colpa quando non le dai il giusto peso, perdendo tempo prezioso.
In questo scenario, mi ritrovo a fare un percorso collinare e, appena recupero alla fine di una discesa, già mi trovo di fronte a una salita. La stanchezza e la distrazione sono tra le peggiori nemiche.
Ma una certezza rimane: la strada davanti è sempre affascinante.
saluti
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1 commenti:
Ganbareeee!! Faito faitoooohhhh!!
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