venerdì 26 giugno 2009

guarda le paperette!



E' successo un po' di tutto. Da dove comincio?
Ho rimpinguato le finanze di molti professionisti medici tra cui un dentista, una dermatologa, un'addetto alla diagnostica per immagini e il mio odiatissimo medico generico. Nulla di che, almeno per adesso. Comunque, posso affermare che quando comincia un piccolo fastidio si sviluppa un'inarrestabile reazione a catena (vedi il dramma ginocchio (poi)tendine (poi) muscolo dell'anno scorso) per cui sai dove cominci e non sai dove finisci. Tiè!
Ho clamorosamente toppato una performance importante, ma non mi scoraggio, nonostante la mia atavica distanza dalla materia.
Ho scoperto che le amicizie procurano ingaggi e che il miglior modo per agguantare lavoretti "extra" è conoscere qualcuno che te li procuri e che poi sparga la voce. Purtroppo o per fortuna, a parità di competenze, essere l'amico dell'amico da una garanzia che nessun Mr. o Miss Nessuno può fornire. Un tempo potevo considerarla solo una questione di "discepolaggine" accademica, poi ho avuto riprova che è prassi comune in ogni campo della società. Auguriamoci di trovarci sempre nel comparto "Amici" e non in quello "Nessuno".
Anche se poi un tipo di una vecchia storia strana, millantando di essere Nessuno, ha fregato il mostro e s'è salvato la pelle. Bah.
La mia Clio è in fin di vita e non si capisce perchè data al sua giovane età(quest'anno farebbe la prima elementare) e la sua scarsa usura. La stiamo sottoponendo a una terapia intensiva, ma per ora la prognosi rimane riservata: sembrava un albero di natale da tante spie erano accese. Le voglio un gran bene: tanti giri, a qualsiasi ora del giorno e soprattutto della notte, compagna fedele e discreta di tante evasioni, se penso che è lì ferma e che per farla partire ha bisogno più che di una spinta, mi monta una rabbia incalcolabile.
Finalmente si ritorna a "corricchiare", perchè non sono più i fasti di un tempo, il passo è scandaloso, ma almeno il fiato non manca. Mi sono fissata con l'ambaradam del sensore Nike+, e ho cercato e ricercato ma pare che per quei ladri della Apple sia l'ipod classic, sia lo shuffle siano inconciliabili con il sensore perciò solo se hai un nano puoi permetterti il lusso di visualizzare e gestire i parametri degli allenamenti. Burini del cavolo, classisti e cornuti! Col cavolo che vado a spendere centinaia di euri per i vostri dogmi. Il futuro non sta nell'omologazione, ma nella valorizzazione delle diversità. Ecco! :D
Abbacchiata per la scarsità di risorse economiche da destinare alla tecnologia inutile e superflua, mi sono lanciata in un'avventura in bici, esplorando la ciclabile del naviglio in solitaria: pioniera della "bassa". Appena esci da Milano, un'altro mondo......e anche la gente cambia. Mai fatti tanti chilometri in bici e, anche se faticoso, assolutamente da rifare per spingersi ancora più in là. Ora però combatto con un naso rosso da ubriacone, il segno degli occhiali da sole e le spalle ustionate.
Feste di compleanno, feste di "vittoria del campionato", feste di anniversario, domeniche in piscina, cinemini improvvisati (john connor) e cinemini programmati (optimus prime), splendide conversazioni profonde e dense con un ritrovato futuro designer scuro come la notte, ma dall'accento meneghino, amiche lontane che ti raccontano come cambia la vita da Cerignola a Londra, amiche vicine che ti raccontano come si cambiano due case in tre mesi, la Cricca che deve ancora programmare tante cose conciliando gli impegni di tutti, il cognato che se n'è andato a Riccione e io che non riesco a controllare la mia conseguente invidia, il patato che sopporta i miei sbalzi d'umore (chissà fino a quando) ma che non si può lamentare quanto a dedizione della sua compagna per lui.
La ciclabile che ho fatto è molto più bella di questa qui sopra, ma l'idea di contatto con la natura è più o meno simile, impersonavo benissimo Giovanni. Come al solito, imbarazzata e sorpresa da me stessa. Infine, vi porto un saluto da Carolina, incontrata per caso in una cascina affacciata sul canale.

Molto meno vacca di tante altre.
saluti

martedì 2 giugno 2009

battito d'anta


Cosa metti negli armadi? Le cose che indossi tutti i giorni e quelle che indosserai più in là quando le temperature cambieranno. Qualche scatola piena di ricordi di momenti passati, borse di tutte le fogge che si adattino al carico da portare ogni volta diverso, sacchettini di lavanda per profumare gli abiti. Chiudi un'anta, poi l'altra e ecco che tutto se ne stà magicamente lì, a posto. Cose diverse che convivono pacificamente e silenziosamente.
A volte non ti rendi conto neanche che c'è, lo dai per scontato: alla mattina lo apri per prendere quello che pensi vada meglio per la giornata, alla sera lo chiudi dopo avervi riposto quello che non è finito nella cesta della roba da lavare.
Ci sono vestiti vecchi che hai da una vita e che magari non usi più, ma che ti piange il cuore al pensiero di doverli buttare, ci sono vestiti nuovi che lasci appesi ancora con il cartellino, aspettando con trepidazione l'occasione speciale in cui poterli sfoggiare, golfini e magliette ormai lisi e scoloriti che tieni "per casa", e indumenti belli e costosi che metti poco per paura di rovinare.
Capita che tu sia tesa e nervosa e ci litighi con quel benedetto armadio, perchè non c'è niente che sia appropriato, e allora lo svuoti, presa dalla foga, e butti tutto sul letto: "Perchè non c'è niente che mi serva? che vada bene?". Altre volte lo apri e ti chiedi se mai ti basterà una vita intera per mettere tutti quei vestiti. Ti rendi conto che tante cose non ti servono, che occupano solo dello spazio utile e che allora è arrivato il momento di fare piazza pulita: un bel sacco di roba da dare ai poveri.
Lavi, stiri, pieghi e metti via. La quotidianità di un capo che immancabilmente finisce lì. Se gli armadi potessero parlare! Racconterebbero storie d'amore, di paranoie, di tenacia, di aspettative, di segreti e tante, tante altre banalità. Profumate alla lavanda, oppure al cedro, giusto per renderle un po' più piacevoli.
E non è perchè oggi la moda suscita questo grande interesse, o perchè ti sei lasciata influenzare un po troppo dai principi di Sex and the City che adesso vedi il tuo cuore come un armadio. E' che è proprio così.
C'è tutto il tuo mondo, comprese le ipotesi per il futuro, ci sono i ricordi del passato, quelli a cui pensi per confortarti quando sei triste, c'è la tua corazza per difenderti dagli attacchi esterni, c'è la tua indecisione, in cui annaspi ogni volta che sei messa alle strette, c'è la tua coscienza, che ti avverte quando stai sbagliando e ti impone di resettare tutto da zero, ci sono quei sentimenti come l'amore e l'amicizia che fai fatica a mettere in gioco per la paura che vengano delusi o sciupati, c'è il tuo buonumore, che rende tutto più dolce e meno impegnativo.
Nel tuo cuore hai tutto quello che ti serve, anche se capita che tu senta il bisogno di un aiuto esterno: di un vestito in più, di un abbraccio in più. Hai il potenziale necessario per poterti adattare a ogni situazione e riuscire a sopravvivere al meglio, devi solo imparare a destreggiarti, a scegliere il capo migliore, la combinazione migliore. Hai tutto, apprezzalo.
saluti