E' l'anno che questo blog è riuscito a sopravvivere.
Con molta meno partecipazione della sua autrice, ma sempre dinamica e sincera. Con meno brio e più riflessione. Con meno fantasie e più concretezze.
Dico "sopravvivere" perchè l'avvento di facebook è stato devastante. E' come se un annoiato marito di mezz'età si fosse trovato a dover scegliere tra la fedeltà verso una moglie decentemente carina e assorbita dal suo lavoro e la dedizione verso una diciottenne provocante e disinibita con tante amiche bisessuali e disponibili. Il paragone con la logica maschile è più che calzante: fb è promiscuo e allettante, il blog è rassicurante e particolare.
Come al solito, ho cercato di optatare per una via di mezzo, anche se resistere alle tentazioni non è proprio il mio forte. Eppure anche quest'anno ce l'ha fatta.
Perchè quando fb comincia a stancarmi, torno a rileggermi qualche vecchio post, scritto per esteso senza k, senza qll, senza tt e altre abbreviazioni, con un italiano quasi decente e il racconto di un'esperienza vissuta.
Tante cose sono cambiate da quando è cominciato, e forse era meglio prima, all'inizio. Ma gli avvenimenti, e precisiamo non quelli in cui vieni coinvolto, bensì quelli belli o brutti che siano ma di cui sei protagonista attivo, cosciente e volontario, quelli che tu scegli di far accadere, hanno la capacità di formarti e quando ti ritrovi a pensare a come sei diventato non puoi rinnegare te stesso, ma solo proseguire alla ricerca della stabilità o del cambiamento.
I post, come cronache che sporadicamente testimoniano fatti, sentimenti e pensieri.
Tanti auguri blog!
saluti
giovedì 29 gennaio 2009
sabato 24 gennaio 2009
eager beaver

Questi primi giorni dell'anno non hanno molto da raccontare. Poco più di tre settimane in cui si sono chiuse le feste, si sono ritrovati amici lontani e importantissimi e si è ripresa la forzata routine con discontinue ma impegnative interruzioni. Neve d'epifania compresa.
Feste a tema e una sfilza di compleanni, tutti concentrati e incorniciati dalla pioggia, da un tempo ostinatamente uggioso che sembra non voler schiodare.
Oggi, un matrimonio annunciato meno di quattro mesi fa.
Un uomo abbronzato è presidente degli stati uniti, kakà resta al milan e il vicepresidente della camera abita nel mio condominio (non a caso, un altro adepto di don gius.).
Devo ammetterlo, avrei preferito partire per le maldive il 20 dicembre, ora sarei più rilassata, con più foto da mostrare e, di certo, con un colorito assai diverso.
Ma soprattutto avrei quella grinta e quella voglia di fare che mi assale al ritorno da un viaggio. O almeno così capita a me.
Invece le feste natalizie a casa mi distruggono, per quanto siano tenere e remunerative, mi rallentano in modo inspiegabile. Mi ritrovo perciò stanca e svogliata, come se fossi stata scippata di un periodo di riposo dovuto.
Non riesco a vedere le cose in modo concreto, non sono positiva abbastanza da conciliare i momenti di conflitto e questo abbassa di molto la mia soglia di tolleranza, rendendo molte persone intorno a me insopportabili. Ritengo di occupare un codice d'allarme arancione che indica massima irritazione, minima disponibilità, ma ancora un discreto contegno tale da impedirmi di perdere il controllo. Temo di sconfinare presto in un codice rosso, temo di rispondere male a qualcuno e di ritrovarmi pentita. Non certo di quello che penso, ma di averlo reso noto ai più.
A volte penso che un anno e mezzo fa sarebbe stato più saggio andare a roma, come mi era stato proposto, per volare in posti lontani, penso che due anni fa sarebbe stato furbo andare a genova, per un'altra ancor più allettante opportunità. E invece.
Qualcuno, con i piedi molto ben piantati a terra, mi consiglia di "coltivare il mio orto". Purtroppo non ho mai avuto il pollice verde e, dettaglio più importante, non ho un orto. Perlomeno non qui.
Ma un vecchio e saggio consiglio "雨降って地固まる" è ancora capace di darmi fiducia e consolarmi.
saluti
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