martedì 22 settembre 2009

sette cose che detesto: volume II "The fashion killer"

Sette cose che detesto sono poche, molto poche. Ne odio molte di più. Ma l'odio, come l'amore, è impulsivo e mutevole, mentre detestare qualcosa o qualcuno è un sentimento profondo, stabile, motivato. E per adesso mi sono presa la briga di elaborare solo sette motivazioni. Sufficienti, a mio insindacabile avviso, per il momento.

Quella cosa chiamata moda: è iniziata la settimana della moda. Voi forse non lo vedete, ma io si. Giri in bici e vedi attraversare ai semafori le longilinee creature, passeggi per il centro e addocchi i giovani tratti della Grande Madre Russia e Consociate, guidi l'auto e vieni affiancata dagli eccitatissimi drivers che scorrazzano le giovini mannequins in giro per la città. E qua si parla ancora di bassa manovalanza.
Il peggio spunta quando incontri coloro che la moda la fanno o la comprano. Scostanti, disattenti, presuntuosi ominidi dai trenta ai sessanta troppo pieni di boria per guardare se ti stanno falciando i piedi coi loro trolley o se ti stanno passando davanti quando sei in coda. Te lo aspetti da un burino, non da uno che indossa tremilacinquecento euro di vestiti e accessori.
Ma ora che lo sapete, statev' accuort'.
Ci sono poi gli organizzatori, gli assistenti (vi dice niente "Il diavolo veste Prada"?), i fotografi, i giornalisti accreditati, quelli che s'imbucano, le starlette che fanno la loro comparsata alle sfilate, le sopracitate modelle e, a scendere, una serie di altre figure più o meno obsolete in una scala gerarchica dove il gradino più basso è rappresentato da vestieriste e hostess......senza menzionare i toyboyz.
Facciamo una premessa che riguarda la terminologia utilizzata: per moda qui di seguito intendo quella popolare perchè più pubblicizzata, la solita decina di griffe trite e ritrite assieme a qualche giovane proposta che potrebbe con più profitto dedicarsi alla coltivazione dei campi.
E' SOVRAFFOLLATA: La moda sarà anche bella, ma ci gira intorno troppa gente che, di fatto, non serve. Mi chiedo che caspita ci sia di tanto attraente a lavorare in questo campo: a meno che tu non abbia una raccomandazione dall'alto, un cognome importante o un ano largo come il traforo del Frejus, 9 su 10, vieni schiavizzato, torturato, deriso da gente che, 8 su 10, vale molto meno di un cerino. Attenendomi sempre, per esperienza diretta in merito, a fare più fasci a seconda dell'erba.
Anch'io giocavo a Gira la Moda da piccola, ma non per questo adesso mi faccio le seghe mentali perchè non gravito attorno all'ambiente.
Sicuramente, si tratta di un fenomeno in netta ascesa. La prova? Otto anni appena, un metro e poco più di vivacità, la sveglia e socievole cuginetta di Federico, sull'assolata spiaggia di Riccione, alla domanda "E da grande cosa vuoi fare?" risponde convinta "La stilista!". Shit, you too?
Almeno non ha detto la modella.
Sembra che siano scomparsi interi campi professionali: l'ingegnere, l'architetto, l'insegnante. Saranno state le Bratz? O le Winx? Inutile scovare a chi dare la colpa, non ci resta che cercare senza sosta una risposta a quei quesiti universali finora irrisolti: perchè i bambini di tredici anni si devono comportare già da fighetti vissuti e le coetanee passare a pieni voti un test sulla fellatio? Perchè le liceali non sanno più cosa sia uno zaino, ma sperimentano quotidianamente sulla loro pelle cosa sia una shopping bag griffata? Perchè guardando un programma sull'occupazione in Italia mi devo sorbire una a malapena ventenne, con un sacco informe a righe addosso, i capelli da emo e un'espressione rassicurante alla Mercoledì Addams che racconta come contribuisca allo stile del globo attraverso il suo scintillante ruolo di Cool Hunter (letto culànter......).
Cos'è una culànter????????????????
Cito "......io vado in giro e fotografo tutto ciò che trovo particolare, originale, insomma che può fare tendenza......".
Che pirla, ero una culànter e non me n'ero accorta! E anche tu! Hai una macchina fotografica o un cellulare con fotocamera? Se vedi qualcosa di strano o carino in giro lo fotografi? E allora vedi? Siamo tutti nel grande giro del fescion! Peccato che a noi non diano una lira per farlo. E non posso fare a meno di chiedermi attraverso quali criteri venga assunto un culànter e quale sia il suo stipendio mensile. Preferisco ignorare.
E' INIQUA: nel vero senso inglese di "unfair", ingiusta, improponibile. Soprattutto in un periodo come questo:senza stare a fare demagogia, la gente viene realmente licenziata, le famiglie non ce la fanno a pagare il mutuo e, quando ce la fanno a tirare a fine mese riescono a risparmiare abbastanza soldi per comprarsi solo un caffè.
Siamo a un passo dal diventare uno stato sudamericano, una di quelle pseudo democrazie dove la classe media scompare, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La moda rappresenta l'esempio più evidente di questo divario: chi se la può permettere e chi arrosisce solo ad azzardarsi a sognarla.
Perchè devo spendere 235€ per una borsa di nylon dal nome altisonante, Made in Italy solo perchè l'ha assemblata per meno di dodici euro una famiglia d'instancabili cinesi di Prato? Perchè una maglietta di cotone semplicissimo deve costare 75 euro (in saldo) solo perchè c'è stampato un piccolo squalo sul retro? E' cotone come un altro, filato come quello di un'altra t-shirt, con un taglio assolutamente banale. Ma cosa pago? Pago una marca.
Una marca??
Lo avverto solo io questo senso di spaesamento?
Forse no. Bene.
Eppure oggi, a parità di qualità interiori, se indossi una griffe sei (in realtà "appari", ma pochi notano la differenza) meglio di uno senza. E' indice del tuo benessere, della tua "quantità", ma non necessariamente della tua qualità.
E' BRUTTA: facciamo un distinguo. Non tutta la moda è brutta. Molti stilisti producono capi splendidi, che valorizzano ed esaltano gli aspetti più femminili o più androgini di una donna, che la sanno appunto interpretare al meglio in tutte le sue sfumature.
Tuttavia va ammesso a onor del vero che negli ultimi anni è passata solo feccia: tagli assurdi, colori clamorosamente poco azzeccati o totale grigiume, proposte più che dubbie.
Un'emorragia di idee che non s'è saputa arginare ha portato improbabili ripescaggi nel ripostiglio anni '80 della mamma: un riciclo di pezzi vecchi poco sapientemente accostati ad altri più recenti.
Reinventare e stravolgere sono concetti molto diversi, e la gente ama i cambiamenti graduali, comunicati in modo efficace, non sbattuti al pubblico in qualche modo, impossibili da digerire.
Li vedi in giro i fescion victim, li riconosci subito, non perchè siano belli, ma perchè sono strani. Li guardi e ti chiedi "ma che cazzo s'è messo addosso??" Non sono originali, sono solo ridicoli e fastidiosamente arroganti con il loro bagaglio traboccante certezza di essere i nuovi messia dello stile.
Più ho a che fare con soggetti simili, più li compatisco e mi convinco che la moda sia tutta una grande operazione commerciale che annebbia le menti della gente vuota in cerca di uno scopo. Non nego che possa essere un divertentissimo svago, ma anche però che, come l'alcool, vada preso a piccole dosi e non elevato a base della propria esistenza.
La bellezza e lo stile sono un'altra cosa:
1) una donna che sia una donna e un uomo che sia un uomo, qualunque sia il loro orientamento sessuale.
2) linee che impreziosiscano il corpo e le sue forme, non palandrane o artifici rigidi.
3) colori accesi o tenui, fantasie e pattern tra i più diversi, ma sempre ben accoppiati.
4) tessuti pregiati e ben lavorati che distiguano "il capo" da "un capo".
5) disegni e manifatture precise, confezioni curate fin nel minimo dettaglio che giustifichino un prezzo alto.
Peccato che oggi la moda non sembri più essere alla ricerca del bello, ma solo del sensazionale. Come i giornali scandalistici, la propaganda politica e le tette rifatte.
Che schifo.
saluti

4 commenti:

Fede-9 ha detto...

wof!

seicaffè ha detto...

e oggi ho avuto la conferma che è proprio un settore di merda in una zona di merda.
baci

comeundinosauro ha detto...

diamine, vorrei commentare - soprattutto dato che in sti giorni mi han dato da seguire proprio la settimana della moda - ma non saprei da dove cominciare, con tutta la carne che hai messo al fuoco. mi limiterò quindi a dichiararmi grossomodo d'accordo col discorso generale, perché sono troppo pigro per argomentare :)

Anonimo ha detto...

Perche non:)