martedì 24 marzo 2009

sempre solo come vuoi

Stavo pensando alla musica.
E più ci pensavo, più tornavo indietro negli anni, nei giorni, nei corridoi delle scuole frequentate, più cresceva la convinzione che è tutto. Che la musica, per me è come l'aria.
L'ascolto prima di andare a dormire e appena alzata, quando sono in bici, in auto, davanti al computer, mentre cucino, mentre pulisco la casa, sotto la doccia e a volte, quando faccio l'amore.
Non c'è un momento della giornata, escluso il sonno, in cui non metterei della musica, attraverserei i generi più disparati per accompagnare, nel modo migliore, i miei stati d'animo.
Ascolto tutto, ma tengo presente solo ciò che mi piace davvero.
Questo, forse, l'ho già detto.
Ieri però, mi è capitata una cosa strana: aver quasi paura di ascoltare un brano.
E' cominciato, ho riconosciuto le note e ......, tuffo nel passato: anni novanta.
Volevo mandare avanti, ma un desiderio fremente di scaldarmi il cuore e bagnare gli occhi l'ha lasciato suonare. Guardi un punto e ti assenti momentaneamente dal mondo reale, ripiombi nei tuoi ricordi. Ti rivedi com'eri, come ti comportavi, come pensavi. Cazzo, un'altra persona!
Adolescente, sfigata(......), idealista, sveglia, ambiziosa, timida, paurosa, determinata, senza maschere, senza corazze, buona.
Non facevi parte del gruppo delle fighe col tipo, e ti sembrava di venire da un altro pianeta. Fuori dalla scuola, loro sul retro del motorino del fidanzato, tu con lo zaino pesante verso la fermata dell'autobus. I pomeriggi, loro a provarsi scarpe e vestiti, tu a studiare e leggere fumetti. E poi i giri a piedi per la città, per la tua adorata città, in cui potevi perderti, a guardar su, "sulla testa un po' di sole e in bocca una canzone".
Ritorno al presente, mi stropiccio gli occhi umidi.
Parte un'altro brano e mi viene in mente una situazione più recente e meno nostalgica, meno densa di significati. Potrei scandire gli anni con le note.
La materia sonora da un ritmo ai ricordi, i ricordi rievocano le emozioni e risvegliano il pensiero, il pensiero fa confronti e trae conclusioni.
E la conclusione è che rifarei tutto, anche gli errori, tutto. Forse mi permetterei d'incazzarmi un po' di più perchè, ora so, avevo ragione io.
saluti

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