sabato 24 gennaio 2009

eager beaver


Questi primi giorni dell'anno non hanno molto da raccontare. Poco più di tre settimane in cui si sono chiuse le feste, si sono ritrovati amici lontani e importantissimi e si è ripresa la forzata routine con discontinue ma impegnative interruzioni. Neve d'epifania compresa.
Feste a tema e una sfilza di compleanni, tutti concentrati e incorniciati dalla pioggia, da un tempo ostinatamente uggioso che sembra non voler schiodare.
Oggi, un matrimonio annunciato meno di quattro mesi fa.
Un uomo abbronzato è presidente degli stati uniti, kakà resta al milan e il vicepresidente della camera abita nel mio condominio (non a caso, un altro adepto di don gius.).
Devo ammetterlo, avrei preferito partire per le maldive il 20 dicembre, ora sarei più rilassata, con più foto da mostrare e, di certo, con un colorito assai diverso.
Ma soprattutto avrei quella grinta e quella voglia di fare che mi assale al ritorno da un viaggio. O almeno così capita a me.
Invece le feste natalizie a casa mi distruggono, per quanto siano tenere e remunerative, mi rallentano in modo inspiegabile. Mi ritrovo perciò stanca e svogliata, come se fossi stata scippata di un periodo di riposo dovuto.
Non riesco a vedere le cose in modo concreto, non sono positiva abbastanza da conciliare i momenti di conflitto e questo abbassa di molto la mia soglia di tolleranza, rendendo molte persone intorno a me insopportabili. Ritengo di occupare un codice d'allarme arancione che indica massima irritazione, minima disponibilità, ma ancora un discreto contegno tale da impedirmi di perdere il controllo. Temo di sconfinare presto in un codice rosso, temo di rispondere male a qualcuno e di ritrovarmi pentita. Non certo di quello che penso, ma di averlo reso noto ai più.
A volte penso che un anno e mezzo fa sarebbe stato più saggio andare a roma, come mi era stato proposto, per volare in posti lontani, penso che due anni fa sarebbe stato furbo andare a genova, per un'altra ancor più allettante opportunità. E invece.
Qualcuno, con i piedi molto ben piantati a terra, mi consiglia di "coltivare il mio orto". Purtroppo non ho mai avuto il pollice verde e, dettaglio più importante, non ho un orto. Perlomeno non qui.
Ma un vecchio e saggio consiglio "雨降って地固まる" è ancora capace di darmi fiducia e consolarmi.
saluti

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