mercoledì 31 dicembre 2008

last call


Finisce il 2008.
Con i baci ai lati delle strade e il colbacco che cade.
Un signore ci dice "Auguri ragazzi!".
Con le telefonate per capire chi viene dove, con chi, a che ora e cosa porta.
Perchè il veglione è casino per definizione.
Con quel tanto di neve che rende tutto più intonato, più piacevole.
In questa cornice dico a tutti gli amici: divertitevi e che il vostro anno sia splendido!
Auguri a tutti e buon anno!
saluti

mercoledì 24 dicembre 2008

brevi lettere

Cara p.,
mi dispiace non passare il natale con te quest'anno. Ho deciso di partire per le maldive, ho trovato un'offerta di una settimana in un villaggio all inclusive a soli 720 euro. Mi sono stufato della neve e del freddo e agli abeti, stavolta, preferisco le palme. Ti spedisco una cartolina, che so che a te piacciono!
Mi raccomando non fare la scontrosa! Anche se non ci sono, ricordati di mantenere la calma e di non "sbottare". Prendila un po' come un esercizio di pubbliche relazioni.
Parla di cose interessanti ma al contempo leggere, tralascia gli argomenti che possono creare tensione: parla di ricette e di cucina, sai che alle padrone di casa fa sempre piacere perdere tempo a raccontare come hanno preparato il manicaretto che hai nel piatto, parla di viaggi, costo della vita, cultura, libri e film, evita la politica, la religione, la filosofia, le questioni di principio. Sorridi e lancia qualche battutina, ma attenta a non farle troppo spinte che il pubblico è un po' agé e presta attenzione al decoro, in particolare di una signorina.
Adatta il tema e il registro del discorso all'età e all'indole del tuo interlocutore tanto, più o meno, sai chi incontri. Parla con tutti, alternando dal gruppo al singolo. Se sei tu a promuovere il discorso, rendi gli altri partecipi, ma solo se il tema è rilevante. Se qualcuno tira fuori tematiche che sai infervorarti parecchio, restatene buona e tieniti le tue opinioni. A natale non si fanno comizi.
Rammenta che è sempre meglio domandare che dover rispondere, ma qualora fossi tu interrogata, schiva le domande che sai porti in difficoltà con una battuta o con una risata. Siccome sai già quali possono essere i punti dolenti, preparati qualche risposta (ma non esagerare, niente recite!). In ogni caso: non ti arrabbiare, perchè passi dalla parte del torto e non rimanere in silenzio, ne mostrarti imbarazzata, perchè appari debole e patetica.
Ascolta tutto e fatti vedere interessata. Brinda e fai il possibile per apparire gentile. Fai questo sforzo almeno per un paio di giorni.
So che senza di me ti sarà tutto più difficile. Quando siamo insieme, magari sei meno precisa nel modo di esprimerti e di fare, ma di certo te la godi di più. E io che ti conosco da tanti anni, che t'ho vista tanti natali, so che quando sei spontanea sei una gran bella persona. Ma non sarà questo il caso. Due ultimi consigli.
1)Non fare danni: fare una terronata in pubblico tra domani e dopodomani rischia di comprometterti irrimediabilmente, le scenate sono come crimini sulla fedina penale della rispettabilità (e sai di cosa parlo). Piuttosto fai volare la bottiglia di rosso sulla tovaglia bianca, sempre meglio maldestra che cafona.
2)Non t'avvelenare: che vuol dire non arrivare ansiosa agli eventi, temendo il peggio, non interpretare le parole o le espressioni altrui come se fossero contro di te (non ti ca*a nessuno!), se poi c'è qualcuno che non sopporti, non ci pensare e non farti il sangue amaro, va bene essere educati, ma più che altro rispetta te stessa e non dare attenzione a chi non se la merita.
Anche se ti sembra di avermi dimenticato, è come se fossi lì accanto a te.
Ti abbraccio forte e ti bacio!
tuo s. n. .

Caro s. n.,
che botta di c*lo che hai avuto! pensa che potevo anch'io cogliere la tua stessa occasione, ma l'ho saputo tardi. Domani c'è la cena della vigilia, e non ho voglia. Dopodomani c'è il pranzo di natale, e non ho voglia. Da un lato vorrei che fosse già venerdì, dall'altro penso che fin che si possono portare avanti certe tradizioni vuol dire che è tutto ok. Per la serie c'è di peggio.
Ho letto tutti i tuoi consigli e ne faccio tesoro. Non ci sei, ma mi conosci e mi avverti.
Chi non ti conosce non può capire, chi ti evita è uno stolto. Insieme abbiamo passato momenti indimenticabili e forti, soprattutto in quelle fredde serate che sapevamo come scaldare. Abbiamo così poche occasioni per stare insieme!
Quest'anno è andata così, non ci siamo trovati. Non so quanto tempo passerà prima di rincontrarti, ma desidero dirti che mi hai fatta contenta tante e tante volte.
Grazie per la canzone, è bellissima.
E anche se sei lontano, ti sento vicino a me, come se non fossi mai partito.
Ti abbraccio forte e ti bacio con tanto affetto.
p. .

Buon natale!
saluti

venerdì 12 dicembre 2008

doubtful bells

Ogni anno è la stessa storia.
Piano piano s'avvicina, accelera, cresce come una valanga fino a travolgerti. Alla fine non ne esci, non puoi uscirne. Puoi solo rimanere lì sotto, adattarti, accoccolarti e far cadere il cinismo in un breve letargo, oppure mantenerlo sveglio, mostrandoti il più refrattario possibile a tutto il buonismo e il consumismo che si porta dietro.
Nonostante mi sia accoccolata per molto tempo, facendomi, anzi, promotrice attiva di questa ondata stagionale così unica e radicata, già l'anno scorso ho cominciato a percepire che qualcosa stava cambiando. Che cominciavo lentamente a ricoprirmi d'insofferenza nei confronti della santa ricorrenza.
Rime a parte, sto sviluppando un'impensabile intolleranza al natale.
Impensabile perchè, fino a due anni fa, il natale era il periodo che reputavo il migliore di tutto l'anno: rimanevo estasiata alle prime lucine per i viali della città, agli addobbi nelle vetrine, alla profusione di noti motivetti e al suono di mille campanelle. Ci fu un periodo in cui le christmas carols rappresentavano il mio cavallo di battaglia canoro, in cui facevo l'albero con grande perizia, in cui percepivo quelle settimane definite "avvento" con emozione e inspiegabile attesa.
Inspiegabile perchè, non essendo cattolica per matura, ponderata e pacifica scelta, non "attendo" l'arrivo del bambino gesù in stile "a mezzanotte tutti a messa", ma sento fortemente la vigilia come momento in cui riunirsi con i propri cari (ma quelli a cui teniamo davvero, non qualche parente a caso, tanto per far cagnara), abbracciarsi sinceramente e augurarsi le cose migliori, rinnovando la propria solidarietà e affetto reciproci.
Mi sono sempre segretamente vantata di questi sentimenti, soprattutto da quando ho conosciuto persone che, se per alcuni versi stimo, per altri ne compatisco l'eccessiva razionalità e la totale assenza di slanci di entusiasmo. Provare certe emozioni e a volte anche solo provarne qualcuna, è un grande privilegio, che ho scoperto non essere alla portata di tutti.
Che poi il natale si trascini questa fissazione del regalo da fare a tutti, da pensare, da acquistare, da confezionare e da consegnare in tempo, che se no ci fai una figuraccia, è un'altra storia. Così come il rito del grande cenone in cui sei seduto a una ricca tavola imbandita ma ti senti solo perchè preferiresti una coca e un tramezzino al freddo con qualcuno a cui vuoi bene veramente.
Il senso del natale è: chiedo scusa se ho fatto torto a qualcuno, cerco di dimenticare i torti subiti, stringo la mano e comincio a essere più generoso.
[Con le dovute precauzioni, però. Perchè "ca nisciuno è fesso", e io non sono ancora arrivata allo step successivo in cui dai incondizionatamente senza nulla pretendere. Dal canto mio, faccio il primo passo, comincio a fidarmi e a offrire appoggio. Tuttavia, se vedo che non viene corrisposto o, anzi, viene deriso, mi ritiro prontamente. Chè la merce del tipo che propongo è rara, e posso immodestamente affermare d'avercela d'oro.]
Questi, dettagliatamente esposti, i miei sentimenti a riguardo. Pensieri e atteggiamenti che, di norma, cominciano letteralmente a pervadermi da metà novembre a dopo la befana.
Eppure, da due anni non è più così.
Quest'anno neppure la neve è riuscita a far scattare la scintilla della magia natalizia. E dire che in poche settimane è venuta giù già due volte.
L'idea di dover programmare con chi passare la vigilia e con chi il giorno di natale, di dover andare a cercare il regalo anche solo per una persona, di dover litigare per convincere le persone a pensare su cosa fare a capodanno mi provoca un certo fastidio.
Al momento vedo solo le situazioni che mi soffocano e che comincio a non sopportare più, vedo che le cose che vorrei che cambiassero, non cambiano e che se lo fanno, mutano alla lentezza di una tartaruga. Lei è saggia, io meno, perciò mi sto annoiando, reazione che avverto cozzare violentemente contro il muro di allegria e sorrisini del periodo.
Il natale mi sembra una cosa troppo seria e "responsabile" e io adesso non sono in vena di pensarci. Ho solo voglia di andarmene e divertirmi.
Il mio spirito natalizio non è svanito, è solo sopito in attesa di un umore migliore per spuntare.
Prima o poi tornerà.
saluti