lunedì 28 aprile 2008

cup che?


Settimanella interessante. Molti buoni propositi, alcuni andati a buon fine, altri meno.
Venerdì ancora tiepido, sabato riscaldato, ma fresca domenica.
Abbondano coccole e collaborazioni culinarie.
Crostate alla fragola, biscotti ripieni d'uvetta, tortelli di zucca interamente confezionati a mano, pollo funghi e mais in crosta, zucchine in agrodolce, torta cremosa del mississipi (un nome un programma), cupcake di newyorkese memoria (......) in tre variazioni: marmellata, cioccolato e carote e mandorle. Perchè ci piace sperimentare.
Nuovi servizi di piatti che rinfoltiscono la desolazione della credenza, attraenti bbq set che provocano la libido del boyfriend, chiacchere in un locale spesso sentito e mai visitato tra profumi di laboriosi omini della farina e italia's next top model di passaggio, ricerca multimediale di antichi sapori della bassa, cose cucinate insieme, pacchi tirati da persone inaspettate, pettegolezzi su vecchie conoscenze, assisto a broccolaggi spudorati e indefinibili balli, incontro con futuri coniugi, cose cucinate da sola.
Ieri sera solita ansia della domenica, stemperata dagli abbracci del fidanzato nonchè dalle telefonate complimentose di teo e joe.
Esce un nuovo disco degli afterhours, gruppo un po' particolare, che mi piace più per i testi complicati e dalle mille interpretazioni che non propriamente per le sonorità delle canzoni.
Oggi è un "ma, non so" day. Partito con una discreta carica, ha poi incontrato qualche intoppo e qualche seria preoccupazione. Poca voglia di dare spiegazioni, poca voglia di ascoltare lamentele, qualcuno direbbe che sono insofferente. Ma insomma, di lunedì non si può pretendere un costante buonumore.
Ho una persona da trovare, due pneumatici da gonfiare e centinaia di fotocopie da recuperare. E tutto ciò ha carattere di estrema, estrema urgenza.
Ma le cose che mi (pre)occupano sono altre, quelle che m'interessano e che mi spaventano, strettamente correlate.
saluti

lunedì 21 aprile 2008

mesmerized

particolare lamp
Si spengono i riflettori sul salone del mobile edizione 2008.
Non ho visto molto, ma ciò che ho visto mi è piaciuto. Ho potuto trovare elementi di arredamento utili, innovativi e a tratti anche geniali. Abbondavano installazioni, esposizioni, oggetti e rappresentazioni che nella praticità del quotidiano hanno un riscontro sostanzialmente nullo ma che, per una frazione di secondo, ti fanno sussultare e pensare che una roba simile, a te, non sarebbe mai venuta in mente.
Cadono tutti i criteri di bellezza e correttezza, per lasciare spazio a altre priorità quali la capacità di suscitare stupore e di invitare il pubblico a guardare ciò che lo circonda in modo diverso.
Vasi modulari, di forma cilindrica che hanno l'aspetto di ceramica ma poi si scoprono fatti di morbido pvc; poltrone e sedie di ogni forma e foggia, ma che spesso non garantiscono una comodità impeccabile; lavandini e vasche da bagno prive di scarichi visibili che fanno temere impellenti trabocchi d'acqua; scrivanie e tavoli che dimenticano la loro funzione primaria di "piano" e si declinano nelle più svariate forme e ondulazioni; l'immagine viene proiettata attraverso ologrammi, fasci di luce in movimento o riflessi mediante giochi di specchi; abbigliamento e calzature dai tessuti e materiali particolari che assicurano prestazioni eccellenti in ogni circostanza climatica e del territorio, librerie scolpite in unici blocchi di marmo che con la loro forma curvilinea avvolgono chi s'appresta a scegliere un libro; oggetti d'uso comune normalmente prodotti in carta, metallo o plastica rielaborati in un unico materiale insolito come la ceramica, e poi tante, tante esagerazioni.
Altri punti di vista e altre angolazioni vanno comunque considerate.
Un capitolo a sè merita l'argomento persone. O sarebbe meglio dire personaggi.
Età media trenta/quaranta, provenienza ovunque. Tutte le etnie, tutte le sfumature, da tutti i continenti.
Stile da creativi, ovvero abbinamenti di colori primi e fluo molto forti, ampie maglie su leggings e jeans aderentissimi, converse a profusione alternate da tacchi imbarazzanti, borse ampie e morbide per la maggiore, e una serie di accessori e gadget, dalle collane agli orecchini, dai braccialetti ai pendagli per borse e cellulari, dai cerchietti agli occhiali, dalle spille agli adesivi, indossati per fare la differenza.
Acconciature da creativi, mi riferisco a quelle femminili, o lunghi o corti, niente mezze misure, predominano il nero corvino e il biondo platino, quasi bianco, le rosse paiono aver perso l'aereo per milano, spuntano ciocche di colore, dal nero su campo biondo al multicolor verderossoblurosa.
Attitudine da creativi, ovvero distaccato esaltato, chiaccherone silenzioso, casinista produttivo.
Tutto sommato interessante, lascia tra l'ipnotizzato e l'affascinato, tra lo stordimento e la sorpresa, appunto, mesmerized.
Venerdì il fidanzato richiede una torta alla crema con mandorle, e dopo un paio d'ore e una breve spesa, eccola pronta. Mi lancio in un fagottino di verdure miste in sfoglia di grano saraceno, il lancio riesce, con atterraggio su un gustoso tofu e salsa di soia (do you remember?).
Scendiamo giù, ma la pioggia e la musica troppo fescion ci invogliano a tornare a casa. New entry, la patrasia mora, compagna di studi e di lavoro della joe, che andrea invita, a braccetto con la patrasia finta bionda, a partecipare all'imperdibile concorso per diventare veline: ullala ullala ullala la. Ma anche no.
Sabato mattina, quatta quatta, attaco l'ipod alle casse del boyfriend e gli propino le recenti fatiche del signor rezza capa. Parte prevenuto, con la solita smorfia elitaria snobbista del "iosentosoloilrock", ma lo sprono a ascoltare i testi, a leggere la per niente sottile ironia delle sue invettive e, finalmente, coglie e apprezza. Anzi, in serata tenta addirittura di consigliarlo a altri.
Condividere con chi mi circonda ciò che considero valido e, soprattutto, vedere che trova consenso, è sempre un grande piacere.
Nel pomeriggio gironzoliamo per le varie esposizioni. Una mi sorprende in particolare, quella di wilma (già nota ragazza di yuri), che modifica camice dal taglio maschile, rendendole femminilissime gonne a tubino e abiti chic. Abbozzo un "Sono molto Audrey Hepburn" e mi becco un abbraccio esultante dalla creatrice.
Più tardi aperitivo gentilmente offerto dallo stand AEG a base di heineken, arachidi e jazz dal vivo: amerikandeutsch.
A casa, preparazione di pizza artigianale e grande litigio con il fidanzato. Segue compleanno di ari con un po' tutti i soliti e conoscenza di Kana e compagno (di cui però ho scordato il nome).
Domenica tranquilla, ancora qualche visita in zona e poi sotto la solita incessante pioggia accompagno mio papà fino in viale certosa per lasciare l'opel astra che l'ha abbandonato a tradimento sull'autostrada.
Serata frenetica. E la redbull al sapore di cocacola è davvero atroce.
Oggi è stata una buona giornata, di cui ho poco da segnalare, se non l'anniversario.
No, non i natali di roma, ma quelli degli occhi più belli di tutta rho e milano, memoria di un periodo difficile ma bello, in cui una lezione diventava un'ora e mezza di adolescenziale ammirazione. Auguri e grazie anche a un lontano 11 febbraio mai scordato.
Caro puppino, se solo il corvo ha la licenza di dire "non può piovere per sempre", lasciami almeno la facoltà di controbattere "sei sicuro?".
saluti
mi chiedo ancora cosa siaholograml'abbraccio del robot di marmoragazza dal capezzolo fioritopottery coffeemeanings in a boxreflections in a boxold sound and new musiccinque birre a cinque euro: l'arte di arrangiarsi 3a cosa puntare?original roulotteombrelli fioritimirror consolleil cuoco volantenumen-light 6numen-light 4pubblicità interessanteflower stoolwavearmchairbutterflies on panelcomfortable yellowthe odd trio: a lamp, a cradle, a boymeandhimkissing2cortile del design

giovedì 17 aprile 2008

designorant - il fronte dell'uomo qualcuno

chi va e chi si fuma una sigaretta
Buttiamoci nell'autocritica.
Venerdì vengo eletta polla della settimana a cui clonare il bancomat, blocco a malincuore la carta e vago solinga per la città senza il becco di un quattrino (please!). In serata chiacchere e gorgheggi con Dario e Andrea, i conoscitori della Musica.
Sabato mattina lista e spesa accurata con pecunia del boyfriend. Traboccava il desiderio e la necessità di esprimermi culinariamente, complice anche l'assenza del giovine che mi lascia sempre sola, per andare a giocare la partita, di pallone.
Do sfogo alle più sordide fantasie di cuoca repressa: focaccia alle olive, hummus, ravioli con ripieno di ricotta, parmigiano e basilico, pollo al limone con patate e porri in crosta, torta ai pinoli e infine torta alle banane, cioccolato e crema. La quantità di roba prodotta ci invoglia a invitare qualcuno per cena e il tecnologicocreativo e la bellissima centovetrinistadelvideofonino accettano onorandoci della loro presenza e piacevole compagnia.
Serata che prosegue con gli altri sotto l'occhio sconcertato del capo di Keitaro.
Domenica molto tranquilla. Estinguo gli ultimi strascichi confezionando praline al fondente ripiene di cioccolato bianco e biscotti con cioccolato bianco e nocciole.
Per eventuali servizi catering, conoscete il mio numero. Copro tutta milano previo avviso di 24 ore.
Domenica pomeriggio gironzoliamo per i navigli che ci offrono lo spettacolo insolito di una distesa di piante e fiori. Ritorno a casa e vado a votare.
Lunedì cambia il governo. Martedì mi levo un dubbio. Mercoledì faccio una chiaccherata spassosissima con la DonnadiRiccardo.
Oggi è giovedì e, caspita, mi è finita la crema! Due macchine fotografiche out of order e un computer che s'impalla a suo piacimento.
E' cominciata la fiera del mobile o, come molti amano definirla, del design. L'anno scorso è stato interessante visitare le esposizioni e perdersi nel casino del fuorisalone in zona tortona. Quest'anno si vedrà.
Conoscendomi, la vicinanza con i grandi innovatori potrebbe procurarmi un certo disagio. Qualora accadesse, mi rimetto nelle mani del Sagace e della sua abilità e generosità nel mescere.
Mi sento molto poco fescion e moderatamente creativa my own way. Mi sento come se ci fosse il verde, la gente cominciasse a camminare e io, di riflesso, me ne stessi a sbuffare mentre qualcuno, più saggio, mi tira per un braccio.
Perchè la normalità, e non le cose astruse, è una fonte inesauribile di creatività. E perchè le cose basta guardarle con un po' d'attenzione per vederle.
Ok, adesso la smetto con le pi/erle di saggezza, che luckily io non diventerò nessuno.
saluti

venerdì 11 aprile 2008

melens melensis


Oggi mi sono resa conto che le rare volte in cui non mi curo di che cosa pensa o possa mai pensare quella massa indefinita di persone chiamata "gli altri" è quando sono molto triste, molto arrabbiata o molto contenta. Questo, a supporto della mia tesi secondo la quale i sentimenti medi non sono affatto utili o, in qualche modo, produttivi.
"In medio stat virtus", citava un tempo il buon prof. Piazzolla di spagnolo, amante di svariati latini. Ma a volte è meglio estremizzare.
E visto che siamo in fase di melensaggini, perchè non tuffarcisi ancora di più? Oggi ascoltavo questa canzone e, quanto a smielume, raggiunge livelli considerevoli.
Chiunque dotato di senno vorrebbe incontrare una persona a cui poterla sinceramente dedicare, perchè significherebbe aver incontrato qualcuno di speciale. E d'altronde è la canzone che ognuno vorrebbe ricevere in dedica per sentirsi la specialità in questione.
Il messaggio è: mandatela, ma fatelo solo per qualcuno d'importante, che per voi rispecchi veramente il testo.
Quanto alla sottoscritta, mi rassegno al fatto che nessuno me la dedichi, e mi metto a dedicarla io.
Ma a chi, lo tengo per me.
saluti

mercoledì 9 aprile 2008

three little birds

the top of Bon Ton
Tre piccoli uccelli. Confesso che potrebbero sembrare tanti. Ma sono il numero giusto, il messaggio perfetto. Imprescindibilmente nel contesto di una canzone moralmente utile. Oserei dire dalle proprietà terapeutiche.
Fine settimana piacevole. Venerdì tranquillo. Sabato visita tra le varie esposizioni di un'insolito pre-fuori salone (da segnalare "l'arrovellato" fabrizio pozzoli), perchè noi si va per mostre.
Serata devasto alla festa di laurea della joe. E gente che mi chiede "Ma sai cosa avevamo pensato?". Ma no, no. Non ancora.
Profusione di breil, budini e tiramisù. Verso l'una il fidanzato comincia a scalpitare, ma la comunella con Andrea mi spinge a convincerlo a dirigerci verso la festa di compleanno della bellissima svedese Hanna. Tentenna, sbuffa, ma poi ci viene. Caruccio!
La bionda padrona di casa ci accoglie benissimo anche se sostiamo proprio poco. Saluti, baci e auguri. Ritornando, ci ferma nonno guido. Che dire? Un personaggio che non può che rimanere nei nostri ricordi. Così come le gesta di una persona speciale (e per quello ti adoro).
Auguri in ritardo a Roberto e comprate Tecnologie Creative.
Domenica, ore sette, con, a dir poco, cinque misere ore di sonno sulle spalle, ci prepariamo e ci dirigiamo in duomo per la stramilano.
Aspettiamo Lorenzo che arriva e il povero Luca che non arriva (e si vendicherà in zona sarfatti, facendoci mangiare la polvere).
Molto diversa da quella dell'anno scorso. Percorsa insieme.
Colazione e poi si torna a casa. Doccia, pranzo e ecco che arrivano i postumi: un'inarrestabile fila di starnuti e fazzoletti fradici per la sottoscritta e dolori a ginocchia e caviglie per il boyfriend. Queste cose andrebbero lasciate ai giovani.
La serata si conclude con la solita ansia della domenica, che però stavolta non si esaurisce con il passaggio del testimone al lunedì.
Il primo giorno della settimana infatti, al mio ritorno a casa vengo colta da un'irresistibile necessità di sfogare la tensione. E se si è ancora tutti doloranti per il giorno precedente? C'è un unica valvola rimasta.
Trentatre biscotti alle mele, sei muffin al cioccolato, una torta ricoperta di cioccolato e una torta alle pesche. Perchè l'importante è essere produttivi.
La torta al cioccolato è finita dai miei, così ho fatto finalmente una qualche forma di regalo a mia mamma per il suo compleanno di qualche giorno prima. Il resto è finito, come da programma, a casa di Federico.
Se i biscotti erano una ricetta inventata che aveva già passato il visto del boyfriend, muffin e torta alle pesche erano tutti esperimenti. E adesso s'attende il verdetto. Anche se qualche voce di corridoio mi lascia intendere che gli interessati potrebbero aver apprezzato. Buono, veramente buono a sapersi.
Inorgogliscono i risultati di lontane donne pronte per mature e dotte conferenze, ma nessuno ne aveva dubbi.
Rendono più serene le giornate, le dolcissime e-mail che con poche e sincere parole rinsaldano nuovamente amicizie mai, e dico mai, dimenticate, offrendo, in caso di bisogno, appoggio incondizionato. Ricorda che è reciproco. Sei sempre stata e sei ancora un tesoro.
Mi sento ancora molto, molto indietro con tutto. Eppure, ho come il sottile desiderio d'infischiarmene, prendere la macchina e andarmene al mare.
Certo. Il giorno che imparerò a guidare in autostrada.
Alla diretta interessata, ma quanto sono bonton queste scarpe? Giretto shopping?
saluti

mercoledì 2 aprile 2008

piacevolmente ventoso


Le canzoni servono a dire cose che non riusciamo a spiegare. A mandare messaggi che non possono più arrivare. Non c'è contatto, basta ascoltarle.
Ieri bruttissima giornata (anche s'è arcinoto che c'è di peggio) per due motivi. Uno completamente diverso dall'altro.
Sono andata a dormire tra ansie e dispiaceri. E qualche valida consolazione.
Stamattina l'omino verde della disinfestazione mi coglie in tutto lo splendore della mia brutta faccia appena alzata.
Oggi ho fatto quello che c'era da fare, con qualche strascico di ieri.
Quando si è giù, si sfodera una rara e sconosciuta meticolosità nell'adempiere a tutti i propri doveri. Per non stare a pensare.
Se per metà giornata hanno regnato le nuvole, nel pomeriggio un vento caldo ha lasciato il posto a un timido sole. E ha riportato il fruscio delle foglie sugli alberi.
Così và. Non può essere nuvoloso per sempre. No?
saluti

peggio che andar di notte


Newsweek si impelaga in un articolo sulle fantaelezioni italiane della prossima settimana.
La sfiducia crescente verso entrambe le fazioni suscita timore, e il settimanale americano avanza la proposta di una grande coalizione di stampo deutsch.
Il risultato? Un mostro. Di arrivismo e menefreghismo. Ci vorrebbe qualcuno con cervello.
In un commento all'articolo, vedo espresso il mio pensiero. E non avrei saputo usare parole più adatte.
"America is in the middle of it's own Presidential Election and we too have a lot of house cleaning to do. When the rich get richer and the poor gets poorer there has to be a cleanup of government."
saluti

martedì 1 aprile 2008

there's a plenty of fish in the sea

Così dice un proverbio anglosassone. E oggi è certamente il giorno del pesce per eccellenza.
Quando ti arrivano notizie così, ti auguri sempre che siano uno scherzo. E invece.
Che dire? Non ci sono parole, non vedo neanche delle spiegazioni valide.
Sono arrabbiata, incredula, triste, colta decisamente di sorpresa.
Penso di essere assolutamente innocua. Ma temo ormai di essere anche assolutamente inutile. Dal momento che è stata vietata la possibilità di dedicarsi un attimo, seppur breve, di vita reciproca.
Soprattutto non capisco il perchè. E continuerò a chiedermelo.
Stavolta è una multa un po' troppo salata da pagare, per un'infrazione non ancora commessa e mai intenzionata a commettere.
Mi dispiace tanto. Oltre ogni aspettativa.
Ma rispetto le decisioni altrui.
Ti auguro tutto il bene.
A bien-tôt.