sabato 18 ottobre 2008

acclimatata


Il sabato mattina e i suoi spostamenti verso il centro: bello e attivo, se non fosse per le solite facce perennemente strafottenti delle fighette di turno. Con un salto alla California Bakery riesci sempre a addolcire la giornata: uno scone o un brownie, degnamente accompagnati da un light coffeemilk.
Poi ci sono i sabati come oggi, in cui fa troppo freddo per uscire, soprattutto se la sveglia prima delle otto corrisponde a cotanti gradi sulla colonnina di mercurio e i nuvoloni grigi fanno ardentemente desiderare un repentino ritorno alle coperte.
Ma il sonno ormai se n'è andato e allora, che fare?
Ipod impostato sul genere swing (Frank Sinatra, Tony Bennet, Dean Martin, Nat "King" Cole, Bing Crosby e un'altra infinità di donne, ndr), mix di poltrona, poggiapiedi e trapuntina, e libro. Finchè non sovviene la noia.
Cambio. Leggera italiana di tutti i tempi e knitwork da terminare. Sferruzzo e canticchio. Finchè non finisce la lana.
Un tazzone bollente di Twinings English Breakfast Medium Flavour sta aspettando di venire zuccherato mentre dispongo su un piattino i Grancereale ai frutti rossi. Stoviglie, loro contenuto e loro prossima consumatrice migrano verso la postazione computer per una paciosa navigazione in rete. E fuori, il tempo uggioso sembra dichiarare a gran voce che ormai non ci sono ca**i, è pieno autunno.
Mi manca il calore del sole, le infradito, i vestitini leggeri (che magari provo a mettere ancora, ma crepo di freddo), le giornate che durano un'infinità, il melone, l'anguria e i fichi, l'idea di poter fuggire a Riccione per un weekend a scottarmi di nuovo, il profumo del doposole.
Eppure, stamattina mi sono accorta di cominciare a apprezzare il lento scivolare nei piccoli piaceri autunnali. Le docce bollenti di mezz'ora per scaldarti, l'interno morbido delle felpe sulla pelle nuda, la tisana fumante al mirtillo, ginseng e vaniglia di fronte alla televisione, il rumore che fanno le foglie secche a terra quando il vento le sposta, le calze autoreggenti col bordo in pizzo, gli stivali, le sciarpone di maglia grossa dai colori accesi, le castagne, il pan dei morti e le torte di zucca, l'idea di dover cercare qualcosa di originale da mettere a Halloween, cucinare dolci per gli amici e avere la casa che profuma di biscotto.
E poi ancora la mente che vola più in là, alla stagione successiva, agli oh bej, oh bej, alla prima della scala, ai regali da pensare, al natale da organizzare, al veglione in cui sversarsi in modo assurdo, alla befana e a quella brutta sensazione che si porta dietro di dover tornare al lavoro.
Già la percepisco, come se fosse adesso. Mi ripeto che tanto è ancora solo ottobre.
Ma so che non è così, che è vero che "tempus fugit". Cazzarola se è vero!
Il tempo passa veloce, legami che sembravano indissolubili si sciolgono, relazioni impostate in un dato modo cambiano, prospettive e impressioni mutano e si modificano con estrema rapidità.
Ho finito il tè.
E sento l'impellente necessità di tornare al mio marchio di fabbrica, alla mia nera stabilità, a quella macchinetta da sei tazzine, sicuro passpartout di ogni stagione.
Vado a farmi un caffè con Pesto.
saluti

8 commenti:

Asuka ha detto...

Mentre tu elucubravi sui massimi sistemi, io me ne andavo in una cascina in quel di Cisliano a far la contadina. Tra broccoli, finocchi e porri ho scovato una magnifica zucca mantovana che non vedo l'ora di sbafarmi in mille modi. Altro che àllouin!
Ma che c'entrano le autoreggenti col bordo in pizzo con l'autunno??

seicaffè ha detto...

certe cose non mi sono ancora chiare.
braccia rubate all'agricoltura che non sanno infilare un congiuntivo corretto finiscono in parlamento, e te che sei stralaureata e futura docente universitaria se non addirittura rettrice (si dice rettrice?) mi vai a raccoglier patate e a mungere le mucche?
misteri del creato.
ho un paio d'interessanti ricette a base di zucca. qualora u volessi consultarmi..........e incambio rendermi partecipe al desco......!
quanto alle autoreggenti, ecco io le calze le metto solo proprio quando n'ia fazz cchiù dal freddo(quindi autunno). e se prorpio devo mettere le calze scelgo le mie preferite, che sono appunto le autoreggenti col bordo di pizzo.
e tu? che c'entri tu con le cascine (coi broccoli si sa, hai uno stretto rapporto), ma soprattutto, che c'entri tu coi finocchi??????????????????
saluti

kabir ha detto...

tu fancul

Asuka ha detto...

A parte i ringraziamenti per uno sbrodolamento bavoso che ti farebbe assomigliare a Emilio Fede, se per fortuna 1)tu non avessi bisogno di ottenere nulla da me, 2)io non fossi la persona più distante da er banana, volevo comunicarti una ricetta strafacile per la zucca: tagliata a tocchi, senza togliere la buccia, se non nelle parti più spesse e rovinate, tanto si mangia anche la buccia, la metti in pentola con acqua che la copra appena, salsa di soia (1 cucchiaio ogni 300 gr di zucca) e in teoria anche zucchero, ma visto che la zucca è dolce di suo io eviterei; quando giunge a bollore abbassi un po' la fiamma, copri magari a metà coperchio e lasci bollire per 10 minuti; all'ultimo minuto metti (se vuoi) due cucchiai di vino bianco-mirin/sakè (il doppio della salsa di soia), scoli e te la pappi così da sola o spiaccicata magari con del gohan bianco candido e bello gonfio.

Un post in una sola frase, sto prendendo il vizio dei giuresperiti. Qualcuno mi fermi.

Pollo ha detto...

Mi sa ke la festa della befana è quella che senti di +!!!! :-D

Viga ha detto...

Tesoro, la tisana mirtillo ginseng e vaniglia credo, è una roba da dover evacuare l'appartamento per un mese.......

seicaffè ha detto...

tesoro, a malincuore devo dirti che sei in errore.
te ne lascerò qualche bustina nella casella della posta.
saluti

dyingmoon ha detto...

... autunno...
Vorrei godermelo di più.