Posso dichiarare di essere contenta, ma proprio tanto contenta.
Premetto che non sono in pre-ciclo, quindi, già di suo, il mio umore è (temporaneamente)stabile e sereno. Agli aspetti interni, tuttavia, va aggiunta una serie di fattori esterni che hanno contribuito a mantenere la mia serotonina a livelli eccezionali.
La scorsa settimana è stata un viavai di insulti agli automobilisti milanesi che vedono il ciclista come un inutile accessorio della strada, che non merita di transitarvi e che, di conseguenza, non merita di vivere. Considerata l'arroganza e i potenti mezzi di cui dispongono, intendo procurarmi quanto prima un robusto casco.
Quel rottame della mia bici, nonostante le ostilità a quattro ruote, mi ha portato in posti che alcuni anni fa frequentavo assiduamente. Una biblioteca, un parco, una dolcissima bakery californiana. Il tempo è passato. E si vede.
Si vede dalla nuova generazione di liceali che hanno sostituito lo zaino con delle stilosissime e microscopiche borse.
Io al liceo mi portavo a spasso mediamente otto o nove chili di libri al giorno: perchè era bene seguire e leggere sui testi mentre la prof. spiegava, perchè gli esercizi andavano fatti su un quaderno e poi consegnati, perchè se sbagliavi a scrivere in una verifica poi tornava comodo avere il bianchetto nell'astuccio. Io ero fissata, verissimo. Eppure.
Oggi guardo le borse delle sedicenni e mi vien da pensare "ci sta una penna, un quadernino, il portafoglio e il cellulare..ma i libri?".
Si vede che oggi giorno si fanno lezioni compatte.
Il tempo è passato e me lo sento addosso quando scrollo la testa vedendo una quattordicenne dal viso pulito, il corpo esile e lo sguardo vispo e fresco, infilarsi una sigaretta in bocca tre volte in un'ora.
Rimangono, come un tempo, gli avvocati indaffarati e i bibliotecari rompipalle.
Venerdì una grande sorpresa, a Glamour-ous one.
Qualcuno ha già letto, altri no. Sono contenta se il brano è stato apprezzato, ma c'è ancora tanta strada da fare.
Sabato, un matrimonio perfetto, di quelli che vanno fatti, perchè sono destinati a essere storie con il lieto fine. Carlo e Roberta, cerimonia con citazioni di Coelho e ricevimento sulla sponda di un Naviglio più bucolico che cittadino. Belle persone e bella atmosfera.
Da domenica fino a ieri, una serie di difficoltà e crisi, e in mezzo, il mio povero e bistrattato compleanno. Festeggiato senza vezzi, ma con tre belle cose: il fidanzato, un regalo inaspettato e una fetta di strudel dotata di candelina accesa.
Il giorno di ieri, più che una grande conquista, più che un successo personale, più che un risultato inatteso è stato un grande regalo. Perchè si sa che in certi casi ci vogliono le natiche. E ieri quel luogo ne era pieno.
Ma non stiamo a autocelebrarci, che poi è arcinoto che "chi si loda s'imbroda".
Oggi, se tutto va bene, serata danzante, domani un altro matrimonio nel comasco, e poi chissà.
Gli eventi e il modo in cui si svolgono rimangono sempre un'incognita, di certo ci sono le emozioni: le attese, i dispiaceri, le paure, le gioie, le noie, le disperazioni, le ansie, le spensieratezze, i dubbi, i grandi interrogativi, le allegrie.
E l'autunno che è appena cominciato.
saluti


3 commenti:
che dormita....
dai lu, almeno tu commenti.
qua sono spariti tutti su feisbuc.
uff!
saluti
..io sono qui!..allora...io sono una di quegli automobilisti che odiano a morte i ciclisti perchè stanno sempre in mezzo alla strada e non rispettano mai il codice...ma tu mi vuoi bene lo stesso vero?
delle nuove generazioni ormai non so più cosa dire...non ho più parole..
..qual'è il grande regalo dovuto a delle grandi natiche?
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