venerdì 26 settembre 2008

Charming autumn breeze


Posso dichiarare di essere contenta, ma proprio tanto contenta.
Premetto che non sono in pre-ciclo, quindi, già di suo, il mio umore è (temporaneamente)stabile e sereno. Agli aspetti interni, tuttavia, va aggiunta una serie di fattori esterni che hanno contribuito a mantenere la mia serotonina a livelli eccezionali.
La scorsa settimana è stata un viavai di insulti agli automobilisti milanesi che vedono il ciclista come un inutile accessorio della strada, che non merita di transitarvi e che, di conseguenza, non merita di vivere. Considerata l'arroganza e i potenti mezzi di cui dispongono, intendo procurarmi quanto prima un robusto casco.
Quel rottame della mia bici, nonostante le ostilità a quattro ruote, mi ha portato in posti che alcuni anni fa frequentavo assiduamente. Una biblioteca, un parco, una dolcissima bakery californiana. Il tempo è passato. E si vede.
Si vede dalla nuova generazione di liceali che hanno sostituito lo zaino con delle stilosissime e microscopiche borse.
Io al liceo mi portavo a spasso mediamente otto o nove chili di libri al giorno: perchè era bene seguire e leggere sui testi mentre la prof. spiegava, perchè gli esercizi andavano fatti su un quaderno e poi consegnati, perchè se sbagliavi a scrivere in una verifica poi tornava comodo avere il bianchetto nell'astuccio. Io ero fissata, verissimo. Eppure.
Oggi guardo le borse delle sedicenni e mi vien da pensare "ci sta una penna, un quadernino, il portafoglio e il cellulare..ma i libri?".
Si vede che oggi giorno si fanno lezioni compatte.
Il tempo è passato e me lo sento addosso quando scrollo la testa vedendo una quattordicenne dal viso pulito, il corpo esile e lo sguardo vispo e fresco, infilarsi una sigaretta in bocca tre volte in un'ora.
Rimangono, come un tempo, gli avvocati indaffarati e i bibliotecari rompipalle.
Venerdì una grande sorpresa, a Glamour-ous one.
Qualcuno ha già letto, altri no. Sono contenta se il brano è stato apprezzato, ma c'è ancora tanta strada da fare.
Sabato, un matrimonio perfetto, di quelli che vanno fatti, perchè sono destinati a essere storie con il lieto fine. Carlo e Roberta, cerimonia con citazioni di Coelho e ricevimento sulla sponda di un Naviglio più bucolico che cittadino. Belle persone e bella atmosfera.
Da domenica fino a ieri, una serie di difficoltà e crisi, e in mezzo, il mio povero e bistrattato compleanno. Festeggiato senza vezzi, ma con tre belle cose: il fidanzato, un regalo inaspettato e una fetta di strudel dotata di candelina accesa.
Il giorno di ieri, più che una grande conquista, più che un successo personale, più che un risultato inatteso è stato un grande regalo. Perchè si sa che in certi casi ci vogliono le natiche. E ieri quel luogo ne era pieno.
Ma non stiamo a autocelebrarci, che poi è arcinoto che "chi si loda s'imbroda".
Oggi, se tutto va bene, serata danzante, domani un altro matrimonio nel comasco, e poi chissà.
Gli eventi e il modo in cui si svolgono rimangono sempre un'incognita, di certo ci sono le emozioni: le attese, i dispiaceri, le paure, le gioie, le noie, le disperazioni, le ansie, le spensieratezze, i dubbi, i grandi interrogativi, le allegrie.
E l'autunno che è appena cominciato.
saluti

3 commenti:

Anonimo ha detto...

che dormita....

seicaffe ha detto...

dai lu, almeno tu commenti.
qua sono spariti tutti su feisbuc.
uff!
saluti

kate ha detto...

..io sono qui!..allora...io sono una di quegli automobilisti che odiano a morte i ciclisti perchè stanno sempre in mezzo alla strada e non rispettano mai il codice...ma tu mi vuoi bene lo stesso vero?
delle nuove generazioni ormai non so più cosa dire...non ho più parole..
..qual'è il grande regalo dovuto a delle grandi natiche?