lunedì 16 giugno 2008

chill

Il computer arranca, ma tira dritto. Fa quel che può, da quel che riesce, a immagine e somiglianza di chi lo tartassa con i suoi polpastrelli.
I raggi di un incerta fine primavera mi avevevano giustamente allontanata da questa scrivania. Il freddo e la pioggia hanno provveduto a riportarmi qui, col felpone e il caffè.
Nella vita, non si sa mai.
Come quando pensi che ormai non ti ricapiterà più di incontrare una persona, poi invece capita che quella persona ricompaia e in due ore siate a un concerto, saltando, cantando a squarciagola, e scoprendo, alla fine, quante siano le nuances di un panino con la salamella in via morgantini.
Non sai mai come andrà a finire.
Può capitare di andare in paranoia perchè non sai cosa metterti in un'occasione speciale, cosa che a me capita molto spesso. Se poi l'occasione è un matrimonio, la paranoia raggiunge livelli considerevoli per la sottoscritta e insopportabili per chi la circonda.
Parti un sabato mattina, con un paio di jeans che neanche al mercato di gaza.
Guidi per la prima volta in autostrada, sguardo fisso, braccia tese, tensione tipica di un debutto. Rigida come un torrone cerchi di ascoltare le indicazioni del fidanzato che, più per cause di forza maggiore (un polso ingessato) che per spirito didattico, ti ha lasciato alla guida della sua auto in direzione Abano Terme. Ori santi in tasca, macini tutta la Serenissima fino a destinazione, dove lo sposo ha provveduto a dare alloggio a noi e a altri amici.
Rinfresco verso l'una: conosci un po' di persone Pietro con fidanzata, Filomena con fidanzato, Nando e Miguel, portoghesi brothers Olympia, i gemelli e Marco, eccentrica ma indispensabile voce della brianza.
Torni in albergo, avverti di nuovo la paranoia della mise, che mal si combina con la scarsità di tempo a disposizione. Plain pull, gonna a fiori, tacco 12. Perchè almeno sei alta.
Cerimonia minacciata dalla pioggia, sposi tenerissimi, perennemente mano nella mano.
Caroselli di clacson eccellenti, porsche turbo, cayenne, mercedes, bmw e una scintillante hyunday getz, che batte tutti.
Ricevimento principesco in villa del Seicento, con antipasti che sembrano cene e cene da sette portate. Al lancio del bouquet condividi con Camilla che per noi è fin troppo presto, meglio lasciarlo alla ultratrentenne con ruga evidente là dietro.
Squisitezze, balli, fuochi d'artificio. Non si sono fatti mancare nulla. Tra bomboniere di Thun e bagni notturni in piscina. Auguri a Simone e Anna.
Il giorno seguente hai di nuovo quei jeans e, finalmente, le ballerine. Sei di nuovo in auto in direzione Padova. Giriamo la città, con qualche piccolo inconveniente. Passeggiata al prato, visita al santo. Si torna a Milano.
Sei a casa, e mentre sullo schermo passano le immagini di uomini spartani, che galvanizzano più il fidanzato che te, crolli in un sonno che poche volte rammenti essere stato così pesante.
Non si può mai dire.
Da una domenica concitata, a un lunedì pacato. Visite dal medico, cinema che ti rendi conto solo dopo, avresti potuto evitare, pile di guide viaggi, biscotti preparati e recapitati all'altro capo della città.
Sabato acquisti, per regali, per piaceri personali. Doccia, capelli e altra psicosi da "che cosa mi metto". In auto, un'ora e venti di tour forzato intorno a S.Siro. Perchè pollo sceglie di fare festa all'Innvillla quando Baccoperbacco ha organizzato il suo concerto allo stadio.
La serata fila liscia, ti diverti, ti dimentichi di saldare un debito per cui ti eri (strano ma vero) pure portata il grano, torta, spumante, saluti e baci. In altri luoghi, con altre persone, progetti altre, ancora incerte, feste.
Domenica decisamente lenta, dal sapore un po' retrò. Al viso simpatico di tante mattine chiedi "il solito", mentre ti abbandoni all'infantile misto di desiderio e timore di indulgere a piaceri così succulentemente ben esposti in vetrina. Prelibatezze traboccanti crema e schiuma di cappuccino.
Coccole, capricci, abbracci. Ieri è stata una bellissima giornata.
Oggi è un lunedì dove il tema di discussione più importante sembra essere il tempo.
Ma non si sa mai.
saluti

2 commenti:

dyingmoon ha detto...

Ohi ohi.. mi mancavi, sai! Non è che se ti racconto le mie giornate, poi me le scrivi e descrivi come le tue? Chè, sai, ora proprio non ho voglia di scrivere!
Bentornata!

seicaffè ha detto...

grassie tesoro! ma sai che invece mi sto appassionando alle storie complicate delle eroine arrovellate nei loro drammi fra i pixel del tuo blog? descrivi benissimo le sensazioni, direi con cura certosina!
saluti