lunedì 28 maggio 2007

just a preview


Forse una vacanza serviva.
Forse era tempo di scoprirsi un po', lontano dalla città, inseguendo dedizioni musicali.
Forse non si capisce niente di quello che sto scrivendo, ma basti sapere che, quanto prima, intendo raccontare di uno splendido fine settimana, fatto di artisti eclettici, coriste down to earth, terme luccicanti, sorprendenti albergatori e improvvisate nella città dello shopping.
In the lovely bassa padana.
saluti

giovedì 24 maggio 2007

scent of a season


Neanche un mese all’estate. Di colpo, me ne sono accorta l’altra sera. Esco sul balcone: folte chiome sugli alberi, temperatura mite, un lontano chiarore a ovest e una brezza leggera, carica di un profumo inconfondibile. Ho realizzato l’imminenza del suo inizio, e mi sono sentita irrimediabilmente in ritardo.
Mi hanno assalito desideri fatti d’erba di parchi dove spendere i torridi pomeriggi, fatti del sapore di prosciutto e melone, fatti di canzoni da cantare con gli amici, di pelle scottata e crema idratante, di ritmo e musica per ballare ammiccando e, come dice qualcuno, di cose proibite, ma aggiungo, non illecite.
Tuttavia, le cose da fare, da sistemare, da preparare prima di poter godere di questi momenti sono ancora tante, alcune complicate, altre, forse, irrisolvibili. Non posso lamentarmi.
Bisogna prendere coscienza di risorse, mezzi e tempo disponibile. E poi darsi da fare.
Questa è la siepe, è il sabato del villaggio, è il periodo leopardiano che precede l’evento, ricco di attese e aspettative, di idee e progetti. Forse il più bello.
Ricordando Kaoru, e il suo compleanno di domani.
Workout's never completed.
As long as health works,
keep running.
saluti

do you see la revanche, don’t you?

Enjoy.

Serate come queste sono uniche, attese, intense.
Sono il riepilogo di un’infanzia trascorsa dietro alle treccine di Gullit, di un’adolescenza dribblata tra Baresi, Bierhoff, Van Basten e poi Shevchenko, ultima, dolcissima nota di un lontano Manchester.
Poco importa poi se il presidente è anche un politico, a seconda delle fazioni, adorato o sbeffeggiato, poco importa se i malpensanti ci associano agli juventini e alla melma che li ha sommersi, poco importa se gli interisti poco sportivi la chiamano “Coppa dei Ladroni”, e infine ancor meno importa se io di calcio “tecnico-tattico” ci capisca poco, anzi, pochissimo.
La gioia che si prova a veder vincere la propria squadra è speciale: la senti in mezzo al petto, ti fa ridere e venire le lacrime, ti fa esultare e saltare come un deficiente, ti fa abbracciare il primo che passa e cantare fino al mal di gola. Ti fa sentire parte di un tutto..come si chiamava, metonimia?

Mercoledì 23 maggio 2007,
Atene,
Milan- Liverpool 2-1.
Il Milan è campione d’Europa.
Considerando poi che l’Italia è campione del mondo, contro la Francia, e il Milan è campione d’Europa, contro il Liverpool, cosa si può desiderare di più calcisticamente parlando?
saluti

lunedì 21 maggio 2007

b.b.q. king


Venerdì salta la corrente a Varese. I proprietari salgono a controllare lo stato delle cibarie refrigerate e, il giovane figlio cadetto, decide di ovviare all'imprevisto, organizzando una grigliata. Ecco un fine settimana pensato in funzione di una domenica a base di carne alla griglia, fra conferme e smentite di partecipazione e scelte di bevande e dolciumi.
Venerdì sera sento una crescente insofferenza. Propongo a Federico di fare un giro, complice anche la temperatura mite e la bella serata.
Accetta e cominciamo a chiaccherare per le vie di una Milano zona navigli che si sta svegliando per i bagordi notturni.
A casa, cena e sentimenti contrastanti verso un telefilm atteso che, però, mi aspettavo diverso: praticamente "Il diavolo veste Prada" senza Anne Hataway.
Tarda serata condita con altri discorsi e cocktail al frutto della passione, scontato da 7 a 5 euro grazie alle mie "fraterne" e somiglianti conoscenze.
Sweet saturday morning e, dopo tanto tempo, il variopinto mercato di papiniano dove acquisto una maglietta.
Più tardi, spedizione per spesa mirata alla grigliata del giorno seguente. Nell'impresa, ci accompagna Marco, detto anche Boreman, dal luogo di provenienza.
Mi era già stato presentato una sera di qualche mese addietro ma confrontando i due incontri, anche in quest'occasione, ho potuto confermare come la differenza tra il comportamento di un uomo alticcio e quello di uno sobrio sia abissale.
Simpatico, spigliato, sveglio. Nonchè compagno di via. Impegnato tra la ristrutturazione di una casa tutta sua e la preparazione tutta italiana a un esame britannico.
Ci consiglia una sangria che però non realizziamo, assiste alla preparazione del dolce e si congeda con un profumato regalo. Concludiamo un'atipica millefoglie, sweet saturday evening.
Sperimentiamo delle originali pennette e poi un cocktail maitre mi propone un Jamaica Juleps: elaboratissimo e buono. Lo consiglio, ma solo se preparato con gli abili gesti di chi so io.
Ci spostiamo, anche con Luca, verso via Tortona: c'è una festa in una discoteca, ex-cartiere. Estremamente attraente, estremamente cara.
Rimaniamo un po' a parlare e a osservare i frequentatori, alcuni di passaggio, alcuni habituée, nello spiazzo antistante. La discussione è stata interessante, degna di un post a sè.
Domenica, sveglia a rilento: ultimi accorgimenti prima di uscire e poi colazione in prestigiosa caffetteria di piazza Wagner.
Sottoscritta, Federico e Luca ci avviamo verso Varese e, una volta arrivati, cominciamo a allestire: pulizia e disposizione di tavolo e sedie, piccola spesa aggiuntiva.
Ognuno ha il suo compito: Federico comincia a accendere il fuoco, Luca prepara l'olio con le erbe col quale poi insaporisce la carne, io taglio melanzane, zucchine e peperoni, metto le patate nella stagnola e apparecchio la tavola. Arrivano i due centauri, Andrea e Fudo con Carla. Belli i preparativi prima di un pranzo con gli amici.
Comincia la grigliata vera a propria che vede Federico, chef de la viande su le feu, protagonista. Tra fette di pane, verdure, salamelle, spiedini, tocchi di carne irriconoscibili, chianti e filetti finiamo alle quattro.
Dopo il caffè e una doverosa pausa torniamo fuori in giardino per i dolci. La mia millefoglie, devo ammettere con vergogna, è di quelle in scatola, preparata su precise indicazioni del boyfriend:
"Passami il coltello che spalmo la crema se no va fuori.".
"No, non preoccuparti tu falla andare fuori.".
In breve, più che una millefoglie sembra un biscottone immerso in una ciotola di crema pasticcera. Ma d'altronde si sa che gli piace la crema, e per questo viene denominata torta fede. Nonostante le prime critiche, tutti l'apprezzano. Si chiude con un sorbetto al limone gustato tra le scoperte di amicizie e conoscenze comuni.
Sparecchiamo, e ci riposiamo fra la sala e la terrazza. Ritorniamo a Milano, riaccompagnamo Luca e saluto il fidanzato che ha finalmente soddisfatto il suo bisogno di carbonella.
Peccato per chi non è venuto, ma si potrebbe ripetere l'esperienza. E' stata una bella domenica.
La sera un po' triste, ma è l'effetto del lunedì vicino. Un fine settima carino, piacevole.
saluti

fashion da morire

Che la zona Tortona e Savona girasse intorno all'ambiente moda era noto, ma che girassero certi soggetti, è sempre una scoperta.
Cappelli a cilindro su colorate camicie a righe e ali d'angelo su papponi di bianco vestiti.
Un amico si chiede come si faccia a conciarsi in tal modo, rispondo che è tutta questione di sguardo.
Le persone che si mettono determinati indumenti, sanno benissimo di essere fuori dal comune, è il loro obiettivo.
Il dandy è eccentrico per definizione: non è caduto dentro l'armadio uscendone con ciò che gli è rimasto addosso, ma ha studiato attentamente, provando e riprovando, gli accostamenti più strani e vistosi, per esprimere un pensiero senza parole, solo con del tessuto, per provocare.
Sa di appartenere a una minoranza e, perciò, sa di non essere capito e spesso accettato dalla maggiorparte delle persone.
Risponde allora con un'arma, a mio avviso, molto efficace: uno sguardo sicuro, deciso, che trasuda critica e disgusto per l'altrui normalità, sopracciglio appena alzato, palpebra a mezz'occhio e un angolo della bocca che accenna un sorriso, per non dire un ghigno.
Colui o colei che lo subisce, di norma rimane un po' sbigottito di tanta sicurezza e non ha il tempo di reagire: si tratta di secondi, d'incrociarlo per alcuni attimi.
In una società dove l'apparire viene prima dell'essere, persone di questo tipo sanno come prevalere sugli altri, sanno come fare della loro diversità uno strumento di prevaricazione e forza. Per dirla semplice, adesso come adesso, hanno loro il coltello dalla parte del manico.
Va da sè che le donne, più che gli uomini, sono le artefici e le padrone, e esercitano sulle loro simili, spesso e volentieri vere e proprie succubi, una forte influenza.
In questa impalpabile realtà, che di impalpabile ha solo la materia di cui è costituita, i ritmi e le leggi sono tutt'altro che effimeri, ma piuttosto rigidi e brutali.
Ma se da un lato li critichi, da un lato li invidi. Compromises.

"..per noi tutto quanto è fashion è un antidoto alla realtà." Victor Horsting e Rolf Snoeren, stilisti olandesi, intervistati da Francesca Santoro per HOT.

The portrait of Dorian Gray. Wilde docet.
saluti

ugly patty - defied by the thin one

Contrariamente ai miei principi circa la libertà d'espressione, mi trovo nella spiacevole condizione di dover obbedire all'ordine di censura e rimuovere temporaneamente le foto ivi pubblicate.


There are times in which, except for grammar, you feel better speaking in another language. You' re not sure that what you're writing is properly structured and well formed, but you don't care. The need to say it in another way comes first.
Both because you don't want someone to understand what you mean, and because even you, don't want to hear the truth.
Face to the screen, in my bedroom, in my house. Sunday, late night, or monday, early morning.
Checking blogs, surfing a little. By chance, I look at some photos, already seen, hardly forgotten.
Actually, I've never complained about them. Who am I to do that? Furthermore it's his job! The first time I gave a glance, even a friend's strict comment as "Aren't you jealouse? Aren't you angry? I'd be, sis!" could turn me into a violent Carmen. Just a funny "No. Whatever.".
Tonight, it's time to write down all my doubts.
How should a girl react noticing that her boyfriend took 47 pictures out of 144 of a specific girl, during summer holidays, thousands km away from her?
How should a girl react, noticing that the lovely couple hugs in a romantic, spontaneous mood?
How should a girl react noticing how pretty she is?
I don't now.
My personal reaction is quite sad.
And the following morale is that, despite the physycal and mental effort you do to express all your love and affection to a boy, a sweet-bottomed chick walking down the street, can easily break down your sand castle, at any moment.
I think I'm aware of his feelings for me and, of course, I'm aware of mines too. In danger and need we've supported each other, we've overcome difficulties, little crisis and silences. We know the do's and the dont's.
But I'm just a material girl pretending to be strong, with such a low level of self-esteem and self-confidence that pictures like those make me feel useful as crap, pretty as rubbish.
No real problems. But I felt I had to say that.
p.s. Considering that the girl portraied plays no primary role in my speech, I've roughly erased her face in the pictures in order to save her privacy.
saluti

venerdì 18 maggio 2007

looking for words - buscando palabras

Di una notte passata a chiaccherare al telefono, di una mattina trascorsa a raccogliere i pezzi, di un pomeriggio buttato a cercare lacrimanti ricordi, è rimasta una meditabonda ma bella serata.
Mi sorprendo di come certe cose, sempre le stesse, riescano a buttar giù il morale. Mi scandalizzo di come, se va' bene qualcosa, qualcos'altro vada male (notare questo poeticissimo chiasmo). Mi stupisco, ma non mi lamento.
D'altronde sono l'eroina del romanzo ottocentesco, donna di disperazioni e gioie, copiose lacrime e improvvisi sorrisi, sempre presente o del tutto assente, canzoni cantate a squarciagola con aneddoti annessi o mai sentite, sveglia alle sei o a ora di pranzo, calma impassibile o sfuriata memorabile, grande proccupazione o impassibile noncuranza, assoluta indifferenza o pieno coinvolgimento, mutismo più totale o chiacchera a macchinetta, vice or virtue.
In medio stat virtus, diceva il mio buon prof. di spagnolo: mi spiace, non sono per le mezze misure. Mai stata.
E nonostante ciò, contraddizione in termini, alcune persone mi trovano diplomatica (splendido aggettivo), affabile, conciliante. Trasformismi.
Da un lato è stancante spostarsi continuamente verso sentimenti estremi e opposti, dall'altro è unico e particolarmente "terreno".
Quando vengo in contatto con persone che non elaborano interiormente ciò che ogni giorno vedono, leggono, ascoltano, che non imparano criticamente da chi incontrano, che si lasciano scivolare le cose addosso, che sono impeccabilmente lineari nella loro condotta, sicure senza dubbi, pienamente convinte di ciò che dicono e fanno, che non cambiano mai, da un lato le invidio, dall'altro mi rammarico per loro.
Immagino i benefici che traggono dalla loro prassi, ma so di certo che cosa si perdono.
Perchè in certe situazioni, fra tutte le parole inventate, tanto utili e complete, non se ne trova una adatta a rendere l'idea di cosa stia capitando.
Ciò può sembrare "brutto". Ma anche essere veramente, veramente bello. Senza virgolette.
saluti

lunedì 14 maggio 2007

cronache di nozze e altre amenità



Sabato, dopo un sonno corto un'ora, mi sono sommariamente preparata e sono andata da Federico che mi ha prontamente rimproverata sul ritardo:
"Se li conosco un po', Viola e Fra sono ancora a casa a prepararsi." controbatto.
"Staranno dicendo la stessa cosa di te, ma dal sagrato della chiesa." replica lui.
A sposa a metà navata non erano ancora arrivati. Scadendo nel banale potrei dare una giustificazione astrologica: essendo due bilance, tengono molto al look. Ma essendolo anch'io, la mia tesi cade miseramente.
Sposa dolce, vestito semplice e, forse proprio per questo, elegante, in particolare bello il velo e l'abbinamento sul rosa degli inserti del corpetto, il bouquet e la cravatta dello sposo.
Sposo un po' ingessato, ma si sa che gli uomini non sanno gestire le emozioni.
Federico sui generis (ma ovviamente bellissimo) in completo e cravatta, la sottoscritta raffazzonata in qualche modo in lino scuro, sandali e borsetta del valore di un rene.
Premessa la mia proverbiale avversione per il clero, sottolineo l'intensità della cerimonia priva di pesantezza o odiosi moniti di stampo catechistico.
Un maggiolino bianco fiorito attendeva i novelli sposi all'uscita, e un lungo e tortuoso tragitto in macchina attendeva noi (chissà dov'è Enzo, ma soprattutto ch'ssà che fine ha fatto suo padre).
Dopo aver peregrinato per mezza brianza, alle tre meno un quarto approdiamo al castello di Pomeriano, in provincia di Erba, pittoresca location del ricevimento. Aperitivo nella corte medievale e poi pranzo in una sala affrescata ma, purtroppo, non climatizzata.
Al tavolo siamo io, Federico, Francesco, Viola, Marco, Elisabetta, Sara, Silvia e Patrizia. Svolgimento: antipasto, primo, secondo, vini, trattative per nuove polizze assicurative sull'auto, aneddoti di misteriose sparizioni a vecchi concerti, insulti dal fidanzato e tempestivo broncio in risposta, innocenti ma insopportabili camerieri too much in a hurry che ci tolgono il piatto mentre si mangia, vicini di tavolo molesti e voci di altre nozze da celebrare.
Dolci, liquori e taglio della torta nuovamente in corte, sotto il caldo sole di una piacevole giornata primaverile. Elisabetta prende il bouquet della sposa e Marco ne è ben contento.
Auguri a Miriam e Pietro e anche a qualcun'altro!
Il ritorno è dominato da male ai piedi e da discorsi sulla religione. Come esimermi?
A casa, almeno un'oretta a gambe per aria per attenuare, almeno, il gonfiore delle gambe: il restante non è gonfiore ma il triste risultato, già evidente, di un lauto banchetto nuziale.
Discorsi sonnecchianti e poi usciamo ancora, meta De Angeli-Marghera, per incontrare qualche compagno di classe del liceo. Salvo l'educazione e la simpatia delle solite persone che, già ai tempi, s'erano dimostrate tali, il resto è stata un po' una delusione. In fondo non è colpa di nessuno: quando certe conoscenze non vengono alimentate e nutrite o, addirittura, non ci sono mai state, è inutile aspettarsi qualcosa. In questi casi, minime aspettative danno massima soddisfazione.
Torno a più confortanti braccia, prendiamo un gelato e raccontiamo la giornata a Luca e Fabio che nel frattempo ci hanno raggiunti. Tornando verso casa, due parole con Marco che sorseggia la terza grappa della serata al circolo Arci. E poi ancora quattro chiacchere con il ricciolino più invidiato di corso Magenta, assiduo frequentatore della via Savona Francesco detto Lucio e con Giulia, una futura prof. di spagnolo. Temi trattati: seni generosi, professori allupati, ritardatari cronici e astrologia. Me gusta charlar y los que charlan!
Domenica, colazione al caffè Savona, nel bel mezzo di un rinfresco di battesimo. Edicola e appropriazione indebita di bicchieri lasciati da alticci forestieri sui muretti delle vie circostanti.
Confetti e V per Vendetta. Sto cambiando idea sui super eroi.
Ieri, più di altre volte, mi è stato chiaro come non si possa fare il "pieno" di una persona. Se la macchina è ferma, fai benzina e se il frigo è vuoto, fai la spesa: fai un rifornimento che poi consumi un po' per volta. Di una persona no.
Per quanto cerchi d'immagazzinare ogni secondo trascorso con essa, ogni momento di pace e dolcezza, per poi farne uso nella solitudine, nella tristezza, nella disperazione, ciò non è possibile.
Per quanto ne abbracci e ne tocchi il corpo, cerchi di sentire la sua pelle, il calore che emana e portarlo con te, centellinandolo piano nei momenti di necessità, non funziona.
Una persona c'è se c'è, e se fai in modo che ci sia.
E per quanto forte tu possa stringere, quando ne avrai bisogno e sarà lontano, avrai il ricordo di averlo fatto e l'augurio di poterlo rifare ma, di certo, non il calore della sua pelle.
Quello è solo del presente.
saluti

sabato 12 maggio 2007

the Italian O.C.

Settimana impegnativa, ma svoltasi bene fino a oggi. Le ultime 20 ore non hanno fatto che rattristarmi, ma al mio solito ne ometto il motivo.
Domani, annuncio vobis gaudium magnum habemus matrimonio. E' da tanto che l'aspetto, mi va' un sacco di parteciparvi, eppure è come se mi sentissi impreparata. A cosa poi non si sa.
Non riesco a dormire, allora penso, parto per i miei trip mentali sull'università (questa sconosciuta), sul lavoro (questo agognato), sul fidanzato (questo santo che risponde alle mie chiamate all'una e mezza di notte chiedendomi "che c'è?" e sentendosi rispondere "niente"), sulle vacanze (traghetti o piadine), su mike patton e roy paci (che vorrei ascoltare), sui brani nell'i-pod (che ho già ascoltato e che ne vorrei di nuovi interessanti), sull'abito della sposa (sfarzoso o semplice) e sulla mia presunta orribile mise (cambiata sei volte nelle ultime 24 ore).
Non ce n'è. Qui non m'addormento. E domani oltre a essere un disastro già di mio, ci aggiungo anche le occhiaie. Allora comincio a navigare (evviva fastweb e internet senza limiti), trovo una compagna del liceo che m'invita a una rimpatriata tra vecchie conoscenze per il giorno dopo, precisando, non capisco a che scopo, che c'è anche un compagno in particolare (considerando che un bel ragazzo è sempre un bel vedere, saluto senza commentare), controllo le pagelle degli sparvieri che, neanche a dirlo, non sono ancora state pubblicate, il blog dell'ingegnere, un po' di blog di msn (vola il pensiero a chi di blog non ne ha ancora uno), qualche canzone che però mi lascia indifferente poi, ritrovandomi su yahoo, clicco "gruppi": tra la categoria "persone di sinistra" indicate come minoranza, che suppone che tutto il resto sia di destra, e quella sui fan club autocreati da aspiranti showgirl, di certo, questi due siti, sono quelli che, per questa notte, hanno contribuito a togliermi il sonno: http://it.groups.yahoo.com/group/pariolifanclub/ e http://it.groups.yahoo.com/group/sanca_4ever/. Quando la griffe diventa virtù.
In controtendenza, domenica c'è la festa di via Inganni: bancarelle, cinesi, sudamericani, maghrebini e tanto, tanto meridione. Anche questa è un po' di Milano.
saluti

venerdì 4 maggio 2007

preludio di niente

Quasi cinque anni che s'aspetta. E poi in una mattina tutto volatilizzato.
Amala Alfredo, amala quanto lei t'ama. Non sarò lì a assistere al melodramma.
Perciò, per una buona volta ribellati, fregatene di quel perbenista di tuo padre, tanto si sa che i Germont sono tutti così, fanno il danno e poi si pentono.
Fregatene anche di tua sorella, anche se se ne va in giro millantando di essere pura siccome un angelo.
Non ti curare dell'haute societé parisienne, perchè sono solo malelingue e, in quasi duecento anni, tra Royal e Sarkozy non è che sia cambiato molto.
Non lasciarti traviare dalle voci di corridoio, non fare il terrone siciliano ferito nell'onore, non sputtanarla pagandola di fronte a tutti e mettendola alla gogna come mignotta, perchè tanto tutta parigi già lo sa.
Accorgiti una buona volta che lei desidera cambiare per te, che per te rinuncerebbe a essere libera, a folleggiare di gioia in gioia, alle feste sfarzose che la sua condizione le concede.
Prima che entrambi commettiate delle sciocchezze, prima che lei si lasci morire di tisi mentre per le strade della città imperversa il carnevale, prima che tu ti lasci distruggere dal rancore frutto di un disegno abilmente studiato dal tuo genitore, prima di tutto ciò, prenditela e portatela via. Magari libando i lieti calici su una spiaggia tropicale.
Follie, follie, di certo vostro è un amore strano, di quell'amor ch'è palpito, dell'universo intero, misterioso altero, croce e delizia, delizia al cor.
saluti